20.3.07

"Scusi, posso farle vedere il book?"



Torniamo sul discorso "come presentare un book"
Diamo per scontato che avete organizzato per bene il vostro book, che siete convinti del materiale che c'è dentro e che vogliate mettervi alla prova.

Tre vie:
- direttamente a una fiera

- per email o per posta ordinaria

- in redazione


ALLE FIERE

La condizione ideale per presentare un book è in privato, in maniera da poter parlare tranquillamente con l'autore/curatore e avere la sua attenzione, fargli delle domande e magari ricevere risposte sensate.
Lo so, non è facile riuscirsi a ritagliare uno "spazio intimo".
Di solito si finisce ad allungare la propria cartellina al di sopra del bancone dello stand di qualche fiera, con il professionista distratto, stanco e scazzato e sotto l'occhio di un mucchio di altra gente... ma con un minimo di sbattimento e attenzione, questa è una situazione evitabile.

Un buon modo per far vedere il book è sfruttare gli incontri professionali (o, se volete, le "portfolio review").
Questi appuntamenti sono una specie di novità per le fiere di fumetto e ancora non funzionano perfettamente, ma sono una buona cosa e vanno sfruttati.
Unica nota importante: questi appuntamenti professionali di solito sono a numero chiuso.
Se non siete sicuri del vostro book, se non lo avete preparato in maniera professionale, o se non siete spinti da una reale convinzione... allora non mettetevi in lista.
Farete sprecare tempo a quello che deve guardare il vostro lavoro e magari ruberete il posto a qualcuno che invece si era preparato a dovere.

Se non sono disponibili degli incontri professionali, allora dovrete affidarvi alla vostra intrapendenza.
Una cosa che consiglio a tutti gli aspiranti è quella di conoscere quelli con cui si vuole parlare.
E intendo proprio dire che li dovete saper riconoscere se li vedete in giro.
Un autore/curatore non è un essere mezzo uomo e mezzo stand ma un banalissimo essere umano che, quando non sta dietro il bancone a firmare o a disegnare, capita che se ne vada in giro per la fiera.
Avvicinatelo e chiedetegli se, gentilmente, può dare uno sguardo al vostro lavoro.
Generalmente troverete una persona disponibile a guardare subito il vostro lavoro o che, alla peggio, vi indicherà il momento più opportuno.

C'è anche una terza via per mostrare il proprio lavoro ed è quello di "imbucarsi a qualche cena"... se ricordate il mio topic "la cena dei cretini", sapete di cosa parlo.



VIA MAIL O PER POSTA ORDINARIA

Molti autori e curatori hanno un indirizzo e-mail pubblico.
Il fatto che sia pubblico vuol dire che non hanno problemi a ricevere posta anche da persone che magari non conoscono.
Questo non significa che la loro casella di posta sia una puttana.
Non mandate 5 giga di tavole scansionate senza prima mandare una mail di approccio in cui chiedete all'autore/curatore se è interessato a vedere i vostri lavori.
In caso di risposta affermativa, allora scatenatevi.
Ma dopo aver mandato il vostro lavoro, non iniziate a mandare due mail al giorno per chiedere risposta. I professionisti, di solito, sono sempre impicciati e hanno i loro tempi.
Se sono ben disposti, vi risponderanno sicuramente. Magari ci metteranno del tempo, ma lo faranno.

Discorso diverso per la posta tradizionale.
Non mandate il vostro lavoro agli indirizzi privati di autori o curatori.
Mandateli alla redazione e sulla lettera/pacco, scrivete chiaramente: "all'attenzione del signor tal dei tali".
Nella lettera allegate una vostra bio essenziale con i vostri recapiti.
Anche qui... non perseguitate l'autore/curatore per avere una risposta in fretta.

IN REDAZIONE
A molti sembra strano... ma c'è pure la possibilità di telefonare a una redazione, fissare un appuntamento e andare a presentarsi direttamente.
E' un approccio molto professionale e impegnativo e, se non siete ASSOLUTAMENTE sicuri della qualità del vostro lavoro, non fatelo.
Ma se siete convinti di avere le qualità per lavorare con l'editore che avete scelto, allora non tentennate e fissate quell'appuntamento.


Ultima cosa: non telefonate a casa del curatore/professionista/autore/editore che avete scelto.
NON FATELO MAI.
Sembrerà assurdo ma è una cosa che ogni tanto capita.
Una volta un aspirante disegnatore mi ha chiamato di mattina presto e di domenica, per chiedermi lumi su come lavorare su Lanciostory.
L'ho mandato a quel paese e non mi sono neanche sentito in colpa.


La prossima volta parliamo di quale atteggiamento tenere, cosa non dire e come non lasciare cadere questi incontri nel nulla.

12 commenti:

RRobe ha detto...

NOTA; commenti pubblicitari non sono graditi, specie se reiterati.

baldassarre ha detto...

Questa nota storncherà il numero di commenti :asd:

Randall ha detto...

Post molto molto interessante davvero, sono sicuro che tornerà utile a più di una persona.

comiz ha detto...

Belin che braccini!!!
Comunque gli ultimi commenti erano seri, perchè li hai cancellati?

vabbè, cacchi tuoi.

RRobe ha detto...

Perché ti ho invitato, gentilmente, a evitare di venire qui solo per spammare il tuo blog. Tu hai aggiunto due parole e poi hai rispammato il tuo blog.
Nulla di personale... ma visto che dalla popolarità di un blog non ci si guadagna nulla, non capisco perché tu debba usare questo spazio per ottenerla.

comiz ha detto...

POPOLARITAAAAAAAA?????
ah robè...
ah ah ah ah ah

Pic

RRobe ha detto...

Giusto, anche a me sembra una cosa stupida.
E' infatti per quello che non capivo perché ti venivi a fare pubblicità qui, senza apportare nulla e solo spammando l'indirizzo del tuo blog.

benzedrina ha detto...

Rrobe, se mi presento da un curatore con 15 tavole fatte con i controc..., es. 5 di J.Doe, 5 di Martin Mystere e 5 di Jonatahn Steele, sono sicuro di non toccare la suscettibilità proprio dell'autore a cui sto sottoponendo le mie tav.? O meglio... conviene puntare tutto su un personaggio e trascurarne degli altri? Non so, se vado da Bonelli con tav. di JDoe, probabilmente mi diranno: beh, bravo, complimenti, ma questo non è un nostro personaggio... ci vediamo tra 6 mesi.

RRobe ha detto...

No assolutamente.
Non è un problema di personaggi, è un problema di generi.
Non presentare un fumetto comico alla Bonelli e viceversa.
Ma se vieni da me con le prove di Tex e sono belle, io ti do una sceneggiatura per fare le prove John Doe e se vanno bene sei a bordo.

benzedrina ha detto...

bella...

Ketty Formaggio ha detto...

Salve Roberto, le stesse regole che hai detto valgono anche per i coloristi? Ho sentito che ci vuole una maggiore varietà di generi rispetto un disegnatore.
Ma per arricchire un book colore, riteni sia utile copiare colorazioni già in uso alle serie che ti interessano? Che so, copiare Tenderini o Canepa palmo a palmo... O è meglio che un colorista esprima personalità?

RRobe ha detto...

Sui coloristi non so nulla!