21.12.07

5 domande a Davide Costa


Davide io l'ho conosciuto sui forum di NGI, in special modo su "Manicomio".
Attraverso internet abbiamo chiacchierato per anni. Davide scriveva bene, sembrava preciso e a un certo punto (molto tempo dopo) m'ha detto che scriveva pure fumetti. M'ha mandato alcune sue storie, mi sono piaciute e l'ho chiamato a darmi una mano su "Detective Dante". Poi io e Lorenzo abbiamo deciso di affidargli un "John Doe" tutto suo, quel numero 56 (disegnato da Sergio Gerasi) che troverete in edicola i primi giorni del prossimo mese.

Visto che Davide è piuttosto schivo alle chiacchiere e al farsi notare, sono dovuto andare a stuzzicarlo io.

Ciao, Davide.
Raccontaci di te. Chi sei, da dove vieni, dove sei, dove vai.

Classe '80, forte lettore di fumetti e amante delle lunghe passeggiate al tramonto. Scrivo fumetti nella mia cameretta da qualche anno e grazie agli insegnamenti e allo sprone di Sergio Badino (lo trovate QUI ) mi sono fatto avanti facendo leggere un po' di roba a una nota rockstar del fumetto che ha apprezzato. Ne è seguita la sceneggiatura a quattro mani di Detective Dante 19 con la rockstar di cui sopra che ha nuovamente apprezzato tanto da darmi in mano un numero di John Doe. Si tratta delle mie prime esperienze professionali in assoluto e sono state entrambe stimolanti e formative, in special modo il passare dallo scrivere per se stessi e quando si vuole all'avere una scadenza e un committente, aspetti con cui sto facendo ancora i conti. Dove vado? Dove mi chiamano, se serve uno scribacchino fate un colpo. Collateralmente a scrivere fumetti scrivo pure DI fumetti su comicsblog.it , altra ottima palestra, soprattutto per scadenze e sintesi che in sceneggiatura sono fondamentali.


Da una parte la Disney, dall'altra l'Eura. Ti approcci diversamente a queste due realtà? Se sì, come?

Ho frequentato l'Accademia Disney per circa 6 mesi nel 2007 sotto la guida di Alessando Sisti, esperienza molto interessante per entrare a contatto con una realtà lavorativa enorme, e torniamo alla differenza tra scrivere per se stessi e scrivere per lavoro, e conoscere meglio il linguaggio del fumetto. L'Accademia e in particolare Alessandro mi hanno insegnato davvero molto però dato che al momento non ho ancora scritto nulla per la Disney mi sembra prematuro lanciarmi in paragoni tra i due tipi di storie. Spero di poterti rispondere in un futuro non troppo lontano.


Internet. Reale opportunità di stringere contatti di lavoro, vetrina, seghe mentali o seghe e basta?

Tutti gli autori con cui ho avuto modo di parlare nella mia limitata esperienza sono concordi su di una cosa: se rimani nella tua cameretta e non fai girare la tua roba sarai al massimo il migliore di casa tua, manco del condominio che il tizio del 12 ti apre in due come un'ostrica, e ti frega pure la perla.
E quando si tratta di far girare qualcosa internet semplicemente domina in ogni ambito "creativo", che si tratti dell'ultima camwhore o del meme più recente o di un gruppo musicale o di un fumettista cambia poco. Poi tra farsi notare ed entrare nel settore c'è un apostrofo rosa chiamato "capacità personali" e lì entriamo nel caso singolo, ma resta per me indubbio che la rete ti dia un'opportunità in più, facilitando e velocizzando i contatti. Io ti feci leggere le mie cose la prima volta via mail, dopo averti conosciuto su di un forum anni prima, ad esempio. Ma penso anche alla facilità con cui si possono trovare i contatti di quasi tutte le case editrici e spedire loro i propri lavori, magari dopo essersi creati uno spazio web per renderli facilmente fruibili. O ancora i webcomics che hanno ridato linfa alle strip. E anche la possibilità di avere un seguito andando a crearsi un proprio pubblico prima ancora di fare il salto tra i Pro non è da sottovalutare, ma si rischia di andare OT. Nell'era di MySpace, tumbler, facebook, blog e youtube il fatto che internet sia utile ai rapporti sociali di qualsiasi genere mi sembra lampante.


Progetti per il futuro?

Non mi piace vendere la pelle dell'orso prima di averlo ammazzato. Mi piacerebbe piazzare un paio di storie brevi su cui sto lavorando. E varare una nuova rubrica su Comcisblog.it diversa dai pezzi che faccio di solito, ma come sopra l'orso è lungi dal morire, per cui ti farò sapere.

Ora una domanda per quelli di "Manicomio". John Doe fa ancora e 'bucchin?

Col numero 56 inizia pure a ingoiare.



Cosa ci insegna questa edificante storiella, ragazzi?
Che chi sa fare, fa.
Chi non sa fare, fa il critico di fumetti.
E chi non sa neanche fare il critico di fumetti... piange sul cesso (o sul blog, fate voi).