24.12.09

Dylan Dog 280: contenuti speciali

E' uscito. Qualcuno sulla rete ne sta già parlando e io mi leggo le varie opinioni (qui e qui se volete qualche esempio).
Come in occasione della mia prima storia sulla serie regolare, ecco qualche piccolo approfondimento e curiosità a proposito di Mater Morbi.

- La storia nasce da un'idea di Massimo Carnevale e da una richiesta di Mauro Marcheselli. I due, con invidiabile cinismo, mi hanno fatto notare che sarebbe stato interessante se avessi scritto qualcosa riguardo alla malattia, visto che avevo una certa esperienza in merito. Io ho accettato, per pentirmene subito dopo.

- Per realizzare la storia ho cannibalizzato qualche mio sfogo a proposito della mia condizione sanitaria e qualche mia riflessione sugli ospedali, pubblicata proprio su questo blog. Questo cosa dimostra? Che sono una puttana. Come la maggior parte degli scrittori degni di questo nome, del resto.

- "L'Occhio" della Risonanza Magnetica è quello di Hal 9000.

- La storia dei tatuaggi, per quello che posso saperne, è vera. Almeno, a me fanno un sacco di rogne ogni volta che mi tocca fare una risonanza magnetica.

- Il Royal Free Hospital di Londra appare per la terza volta in una mia storia di Dylan (tre su tre, mica male). L'ho praticamente eletto a mio ospedale ufficiale per le storie dell'Old Boy. Da ragazzino ci sono stato ricoverato in quel posto e ne ho uno strano ricordo.

- Il professor Faber deve il suo nome a Michel Faber. Non a Fabrizio De André.

- In origine la frase "Lontano dalla luce... fin dentro al nero" suonava così: "Fuori dal blu... e dentro il nero". Era un riferimento a quella che credevo fosse una delle mie frasi preferite di Stephen King. In realtà ho scoperto che King ha preso la frase da una canzone di Neil Young. Quindi, grazie Neil.

- Il dottor Vonnegut deve il suo nome (ovviamente) a Kurt Vonnegut. Per il suo aspetto Massimo si è rifatto a Klaus Kinski.

- Dylan viene scambiato per un certo Carver, come Raymond Carver. Morto in malo modo dopo una straziante malattia.

- L'albero delle pene è comparso in varie altre storie che ho scritto (alcuni liberi per Lanciostory e Skorpio e su John Doe). E' un'immagine che ho rubato da Hyperion di Dan Simmons e che ho fatto mia.

- Mater Morbi è solo l'ultima delle tante entità astratte che mi sono divertito a mettere in carne e sangue in molti dei miei fumetti. Le entità incarnate sono comunque una costante nell'universo di Dylan Dog sin dai suoi primi numeri, costante a cui io stesso mi sono rifatto e che mi ha fortemente influenzato per John Doe. Buffo come tutto torni, non trovate?

- La frusta di Mater Morbi è lo strumento che si usa per la gastroscopia mentre il colletto del suo bustino sono delle forbici chirurgiche.

- Il dottor Harker deve il suo nome a Jonathan Harker.

- I Tormenti devono qualcosa a Clive Barker (non molto, non amando particolarmente la sua opera).

- La storia è stata completata prima del caso Englaro (lo specifico perché qualcuno ha ipotizzato che ci potesse essere un riferimento voluto) e non riflette la mia posizione sull'eutanasia quanto quella che io penso possa essere la posizione di Dylan. Personalmente, se interessa a qualcuno, sono un pelo meno moderato.

- Il controfinale è un omaggio, abbastanza esplicito, ai tanti controfinali scritti da Chiaverotti per Dylan Dog.

Grosso modo, questo è tutto.


79 commenti:

Maurizio ha detto...

Bravo Roberto, la più "bella" storia di Dylan letta da molto tempo.

Balder ha detto...

Dopo il numero 200 è il primo numero che ricompro di Dylan e...
grazie, mi è piaciuto.

Greg ha detto...

lo prendo oggi.
c'ho l'ansia

Kromo ha detto...

mettiamola così:
-seguo dylan dall'inizio (quindi sono un vecchio come te)
-seguo te (quasi) dall'inizio
-aspetto con ansia l'uscita ogni mese ma questa volta di più
-adoro le more (soprattutto se malate...)
-lavoro in ospedale

... e ovviamente in questo cesso di città ancora non è arrivato nulla!!!

belin!!!

ciao a tutti e auguri (malati e non)

GIANNI ha detto...

Copio e incollo quello che ho scritto sul forum di comicus...

Non sono un lettore di Dylan Dog...
Ne ho letto qualche numero sparso, quando e se capitava. Questo numero sono andato a comprarlo perchè volevo leggerlo! Mi piace quello che scrive RRobe, adoro Carnevale e ciò che avevo letto su questo forum mi ha dato la spinta definitiva! Conosco RRobe di vista, lui non sa il mio nome, ma se ci incontriamo alle fiere o le rare volte che vado da Forbidden planet ci si saluta con un ciao... Però lo conosco per quello che leggo sul suo blog ed ogni volta che passa del tempo dall'ultimo post rimango con il fiato sospeso... Lo stesso fiato sospeso, la stessa angoscia l'ho provata nel leggere Mater Morbi! Bello, coinvolgente... Forse il sapere che c'era molta vita vissuta l'ha reso ancora più accattivante.. in quel momento non leggevo Dylan, ma uno dei racconti "paturnie" del suo blog!
E i disegni di Carnevale sono perfetti per rendere tutto ancora più vero... I volti, gli ambienti, le luci.... L'ho letto tutto d'un fiato, non sono riuscito a trovare un difetto!

....Quando Dylan dice a Mater Morbi... "hanno mai scritto una poesia su di te?"... Beh, la prima l'hai scritta tu RRobe! Complimenti!!!

Marco "Bamba" Zorzan ha detto...

Ormai compro solo i "tuoi" Dylan, questo in particolar modo dato che c'è anche il mostro Carnevale!!!!!
Bellissima l'idea della risonanza....;)
Per i tatuaggi è tutto vero, soprattutto se sono tatuaggi di diversi anni fa o sono stati fatti autonomamente con inchiostri casulai che potrebbero contenere ferro!!!!!
a presto.........

Lucia Alocchi ha detto...

Anche io l'ho preso appena uscito in edicola, e mi è piaciuto molto. Storia intensa e disegni stupendi.
Ti faccio i miei auguri per il Natale!
Ciao

Lucia Alocchi

Mister Snike ha detto...

I tatuaggi fatti in carcere sono realizzati in maniera "amatoriale" con una miscela di piombo. Quindi, durante una risonanza tirano. Un tipo, in Germania mi pare (la notizia è di qualche anno fa), si è fatto male... davvero.

Buone cose, Roberto.
Tifiamo per te!

M.

Fabrizio ha detto...

Da mettere vicino a "Johnny Freak" e "Il Lungo Addio".
Forse il migliore che ho letto, tra i tuoi lavori.

Senti, ma c'è una sorta di chiave di lettura, tra i pensieri di Vincent e Dylan, che riflette i diversi modi di approcciarti al problema?
Perchè mi sono tornati in mente quei tuoi post in bilico tra l'accettazione e la ribellione.

RRobe ha detto...

Sì. Sostanzialmente sono riflessioni proprio su quel discorso. Accettare, arrendersi, combattere.

neikos ha detto...

Piccolo OT: ma che fine ha fatto il blog di Carnevale?

Per il resto il mio parere, quasi totalmente positivo, l'ho espresso in maniera abbastanza articolata su comicus. Qui rinnovo i complimenti e aggiungo che, per quanto mi riguarda, si tratta di uno dei tuoi lavori migliori e di uno dei Dyd più riusciti degli ultimi anni.

Dinanzi alle tavole di Carnevale mi genufletto e basta.

Spugna ha detto...

gran bella storia,credo che me la terrò sul tavolo per darci un'occhiata ogni volta che potrebbe passarmi per la testa un momento di insoddisfazione esistenziale...
cosa che capita quasi mai, per darci una sfogliata.

però non c'è niente di peggio della malattia, e per quanto mi riguarda cerco sempre di non dimenticarlo, e questa tua storia e le tue esperienze sono veramente lezioni importanti per capire quanto in fondo basti stare bene e il resto è di contorno.
spero che ora vada meglio.

poi vabbè i disegni di carnevale sono oro puro.

P.S. l'ultima vignetta a pag 73 mi ha fatto gelare il sangue, non mi capitava da un po.

[mr.beast] ha detto...

Da mettere nella top 10 dei miei albi dylaniati. Cazzo.

Lobo ha detto...

L'ho appena comprato e non vedo l'ora di leggerlo!!!

Ant ha detto...

Non mi coinvolgeva una storia di Dylan da molto tempo.
Mater morbi c'è riuscita!
Resterà tra le mie storie preferite (insieme a Johnny Freak).
I miei complimenti!
Buona guarigione e buon natale!

il Dono di Ture ha detto...

io non leggo dylan

l'ho comprato apposta per te e carnevale

capperi che storia

Christian Alpini ha detto...

Ho smesso di comprare DD da un pò di tempo....ma una tua storia merita di essere letta. Accidenti Rrobe...è una storia da urlo. Scritta divinamente e sceneggiata anche meglio! Un tema forte ed uno sviluppo magnifico; per un istante ho creduto di trovarmi tra le mani un'albo di John Doe e mi è quasi scesa una lacrimuccia. Buon lavoro Roberto e buone feste.

a-storm-in-heaven ha detto...

gran bel numero, ormai il dylan nn ha alcun interesse per me, da molto tempo a dire il vero. nn è facile misurarsi con personaggi troppo caratterizzati e serializzati, e spesso per molti autori è diffcile metterci del proprio e ancor più essere originali. In questo caso le vicende personali dell'autore calzano a pennello sul personaggio, e sono narrate con spontaneità. La storia è coinvolgente e toccante, le citazioni ed i riferimenti la impreziosiscono ulteriormente.
La problematica riguardante l'eutanasia è tratta in modo quasi imparziale direi, sebbene si critichi l'accanimento terapeutico da un lato, dall'altro il riferimento alla legittima libertà di credere ai miracoli, rappresenta anche un differente punto di vista.

la citazione risalente a neil youg è tratta dal brano "hey hey my my" capolavoro soprattutto in versione acustica..

p.s. mi manca John Doe


compliemnti all'autore per come ha trattato temi di ispirazione personale, sicuramene difficili da dare in pasto al pubblico.

per il disegnatore penso siano già stati usati in tante altre occasioni, tutti i complimenti possibili.

Giovanni ha detto...

Ciao Rob,

prima volta che scrivo da queste parti ma dopo Mater Morbi mi sembrava dovuto. Il 23 c'eravamo io e Fede con l'albo in doppia copia che girava sulla scrivania dell'ufficio e gente dai che sfogliava e commentava quanto erano belle le tavole. Personalmente, non me lo sono voluto rovinare e l'ho letto la notte stessa verso le due, appena rientrato a casa. Due anni fa quella stessa notte l'ho passata ricoverato e mezzo cieco al policlinico Tor Vergata... m'hai fatto riprovare le stesse angosce, le stesse sensazioni... che sceneggiatura della madonna Rob, veramente. M'ha fatto impressione per quanto funziona, per quanto l'hai scritta bene. La prima volta di Dylan nella risonanza magnetica (quei rumori assordanti me li ricordo fin troppo chiaramente...) E la gente, gli amici che ti passano a trovare. Quelli che vengono e quelli che non si fanno proprio vedere. E lo sguardo che hanno i tuoi familiari. L'impressione che i dottori non ti dicano tutto... E poi Carnevale ha fatto un gran lavoro e ha reso il tutto splendidamente. Davvero, nel mio personalissimo giudizio, è semplicemente un capolavoro.

Spero che ti rimetterai presto perché 1) voglio assolutamente la mia copia autografata e 2) mica posso passarti a rompere le palle a casa quindi ti aspetto al varco in ufficio! :)

A parte gli scherzi, auguri per tutto e grazie ancora per Mater Morbi.

Giovanni

smoky man ha detto...

Storia potente. Stellari disegni. So che non si può pretendere la luna ma... ce ne vorrebbero di + di storie così!

Complimenti...
smok!

jac ha detto...

Poco da aggiungere agli svariati complimenti gia postati riguardo a questo numero di DD.

Zero tempi morti. Tante battute profonde e poetiche. Per nulla scontato e DD visto da un'angolazione decisamente originale e vissuta.

Complimenti.
Un vero capolavoro.

215 ha detto...

ormai non compro più fumetti a scatola chiusa..prima mi informo su gli autori...davvero un bel numero di DYD! l'angoscia ospedaliera mi ricorda quella di "macchie solari".

i disegni?
"ma che te lo dico a fare"

215fobie

Planetary ha detto...

No, vi prego, vicino a Johhny Freak no... -__-

MarcoS. ha detto...

L'omaggio a Chiaverotti mi suona strano...ho sempre pensato che come autore su Dylan Dog non ti piacesse.

Riccardo ha detto...

Rrobe, sei un pazzo: se alla seconda storia e mezzo su DYD ti comporti così, avrai di che penare per le prossime storie per poter confermarti a questi livelli. Cioè, è semplicemente magnifica..poi l'uscita natalizia cade proprio a pennello.
E' sicuramente tra le migliori storie di dylan che mi sia capitato di leggere.. Ne sto regalando un po' di copie in giro.. Forse è solo perchè erano anni che non entravo così in sintonia col personaggio e questa è stata proprio una bomba.

Grazie davvero..le riflessioni sono bellissime..
Buon natale, e riprenditi presto!!

InvernoMuto ha detto...

Sei riuscito a non deludere dopo tonnellate e tonnellate di Hype su questo albo.
Tra l'altro dopo le tonnellate di merda in cui si è bloccato DD in questo periodo MM spicca come un capolavoro assoluto epico.
Ricordami di non entrare più in Craven Road 7 però:
"Eh no ma la malattia figona, ma che stereotipo", se poi l'avessi fatta stile "fame" avrebbero detto "EOH MA LA MALATTIA MALATA, OH MA CHE STEREOTIPI SONO".
Mi auguro di vedere presto altri numeri di questo calibro in edicola.

Akhab ha detto...

Acquistato ieri, letto oggi.
Erano mesi che lo attendevo e, personalmente, Mater Morbi ha ripagato solo parte delle aspettative.
Tutto il discorso sulla malattia e la degenza mi ha parecchio coinvolto, sia per ragioni personali (ci sono un paio di Vonnegut e Faber anche di mia conoscenza) che per il modo in cui hai narrato il tutto.
Quello che non mi ha convinto a pieno è stato invece quanto viene dopo (dall'albero delle pene in poi, più o meno), mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca.
E non tanto, come faceva notare InvernoMuto, per via di quegli stereotipi (secondo me giustificabili, in qualche modo bisognava pur darle forma) quanto per la ricaduta nei "cliché bonelliani" (le battute/freddure di Groucho, la donna con cui lui deve necessariamente andare a letto e via discorrendo, che immagino non siano dipesi comunque dalla tua volontà).
Il finale risolleva il giudizio complessivo.
Per quanto riguarda la resa visiva è invece ineccepibile, Carnevale è magnifico.
In conclusione complimenti, speravo in un qualcosa di ancora più estremo, ma nonostante quei piccoli difetti mi ritengo parecchio soddisfatto per l'acquisto (e l'ho anche consigliato a buona parte dei mie conoscenti).

P.S.
Bella la citazione/ommaggio a Neil Young, mentre quando ho letto la frase di John Donne ho sorriso per il ricordo di "About a boy".

Il Signor Wolf ha detto...

Avevo grandissime aspettative per questo numero...per la storia, per il personaggio, per i disegni...

Complimenti non ne avete delusa neanche una...
uno splendido regalo di Natale da parte tua, di Carnevale e di Dylan :)

Grazie! Grazie mille!

Maìnoman (Matt Neverno) ha detto...

caro roberto, non volermene ma sono sempre rimasto scettico sulle tue creazioni. Incipit geniali che si risolvevano in tante citazioni e tanta azione e poca sostanza.
poi oggi ho letto Mater Morbi.
Complimenti davvero. E' il tuo capolavoro (finora, s'intende). Una storia intelligente, perfetta, da Dylan Dog dell'epoca d'oro e da autore di fumetti che sa fare il suo mestiere. Tematiche non facili, svolgimento mai banale, metafore, immagini, dolore.
Hai donato una delle storie più belle di Dylan di sempre, da 280 numeri (e speciali) a oggi.
Grande, sul serio.

maurizio battista ha detto...

Un capolavoro che mi ha ricordato i primi Dylan di Sclavi. Carnevale oltre ad esprimere tavole strepitose, sembra disegnare l'indagatore dell'incubo da una vita. Complimenti ragazzi! Questo fumetto lascierà il segno...

Darkskywriter ha detto...

ciao rrobe,
leggo dylan da sempre e secondo me sei riuscito davvero a scrivere un albo "storico", alla pari di memorie dall'invisibile, johnny freak, il lungo addio, oltre la morte... uno di quei rari episodi che riescono nel miracolo di rispettare il personaggio, il genere e gli standard bonelliani ma nel contempo si spingono molto più in là, possono piacere anche a chi disprezza l'horror e fanno di dylan una creatura unica che ha ancora molto di dire... quoto il commento sopra: grande, sul serio.

BostonPizzo ha detto...

L'HO APPENA LETTO.
GRAZIE.

Hanuman ha detto...

Letto.
Ora, chi dice che il fumetto da edicola e quello d'autore sono universi differenti può amichevolmente puppartelo!

Lucathegreat ha detto...

Però una cosa te la devo far notare: Dylan ha comprato un ombrello.
Nella storia "Il fiore d'ombra", in uno dei Maxi, dal venditore che somigliava a Chaplin!

(Non credere, normalmente non l'avrei ricordato, ma il vantaggio di avere l'influenza è che puoi rileggerti un sacco di Dylan! :D )

Storia stupenda, comunque.
Come già detto anche da te, c'è molto John Doe dentro, ma va benissimo così.
Complimenti!

Simone Longarini ha detto...

Grazie a Te ho Attacchi di Panico da due giorni...comunque sei un grande lo stesso RRobe!

Ombra ha detto...

confermo la storia dei tatuaggi vs risonanza magnetica (immagina le cazziate che mi sono presa io dal personale: una per ogni striscia).

E comunque complimenti.

Kromo ha detto...

(- La storia dei tatuaggi, per quello che posso saperne, è vera. Almeno, a me fanno un sacco di rogne ogni volta che mi tocca fare una risonanza magnetica.)

sicuramente lo sai già, ma devi andare da uno bravo... di tatuatore intendo :)... la "storia" è in parte vera, ma è una questione di QUANDO, CHI e DOVE hai fatto i tatuaggi!!!

credetemi, fa più danno una micronanoscheggia di ferro in un occhio che un tatuaggio in qualsiasi parte del corpo.
provate a immaginare la scheggia portata in cerchio, dalla macchina, dentro il vostro corpo!!!

buon Natale e buoni Tattoo a tutti!

Ciao.

P.S.: grazie della storia RROBE e rimettiti presto. cià.

Jason Krueger ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Jason Krueger ha detto...

..Grazie RRobe.
Un'albo semplicemente perfetto.

PS:Ringrazia anche Carnevale e Stano...

Krishel ha detto...

Per quanto possa interessare...

http://krishelhouse.splinder.com/post/21938794/Madre+di+malattia...

Sono le mie impressioni. Solitamente leggo silenziosamente questo blog senza lasciare commenti. Perchè boh... non penso di avere mai molto di intelligente da dire. Una cosa però lasciamela dire: hai cannibalizzato alcuni dei tuoi sfoghi e penso che sia anche il modo in cui reagisci di fronte a quello che ti succede. Ci tenevo a farti sapere che lo trovo un segno di forza, anche se magari tu non la vivi così. Ci sono persone che vorrebbero essere altrettanto capaci di farlo...
Grazie.

Alessio Fortunato ha detto...

...ho ancora i brividi...magnifica, struggente...grazie per le emozioni che ci hai regalato Roberto.

I disegni di Massimo sono superlativi!

Artan ha detto...

Non lo leggero' che fra sei mesi (vivo in Bosnia e faccio solo due incursioni di rifornimento fumettoso all'anno in Italia e quindi vi volevo chiedere questo:

secondo voi, "si può adagiare vicino, certo in penombra, a sua “maestà la letteratura” e flertare un po’ anche con il cinema e la musica" questo numero?

:D :D :D

DomenicoDragone ha detto...

Rrobe,te l'ho già scritto in e-mail una volta(dalla quale ho ricevuto risposta)...be,lo ripeto...
Spero davvero un giorno di stringerti la mano...:)
A presto,una abbraccio!

P.S.
Mater Morbi non ha bisogno di un commento,è perfetta così come Rrobe l'ha scritta!!!!

macchiedinchiostro ha detto...

Bravi, ottimo albo. Quest'anno il Gran Guinigi non te lo toglie nessuno. In caso contrario, scateno Mater Morbi contro la giuria ;)

Drigo ha detto...

Sono ancora scosso... Non prendevo DD da una vita. Bei disegni e storia intensa.

Complimentoni.

Lukas Luke ha detto...

Vivissimi complimenti, sceneggiatura superba e disegni fantastici, sicuramenteuno dei più bei Dylan di sempre.

Andrea ha detto...

3 anni di lavoro in RSD, tantissimi stati vegetativi persistenti, molto da raccontare se fossi capace di farlo.

Non lo sono, ma c'è chi l'ha fatto al posto mio.

Grazie

Lobo ha detto...

L'ho appena letto. Ho smesso da tempo di leggere mensilmente Dylan Dog e nessun ritorno saltuario mi ha mai fatto tornare la voglia di ricominciare (neanche la bravissima Paola Barbato). Purtroppo so che non succederà neanche con questo pur splendido albo. Splendido per la storia, splendido per tutto ciò che di tuo hai messo dentro. Magnifico, spettacolare per i disegni di Massimo Carnevale che qui costruisce una lezione imponente, innovativa ma al contempo capace di tenere dentro di sè tutte le immagini forti ed efficaci che da Casertano (quello delle prime storie naturalmente) a Mari, ad Ambrosini hanno scavato profondamente nella memoria dei lettori. Come qualcuno ha già scritto infine, non ho potuto non seguire la tentazione di pensare a quest'albo come ad un ultima storia di John Doe, per tutta una serie di cose che l'albo porta con sè.

marco ha detto...

ho letto mater morbi due volte; la prima in velocità, volevo impossessarmi di tutti i disegni di carnevale e le soluzioni di recchioni...e non mi aveva convinto, ma ci sono ritornato sopra: Mater morbi merita una lettura attenta e meditata, è un dylan dog autoriale, come è sempre stato nelle sue corde. Sclavi all'inizio lo aveva pensato per quello, un'anomalia nel parco bonelli. Sono convinto ora, è un ottimo fumetto; Carnevale non ha tentato di fare il disegnatore pop-star(grandissima professionalità), Roberto ha tentato di costruire una storia avvincente da uno spunto difficile. Insieme alla storia della Barbato/Soldi siamo ritornati ai dylan dog da leggere oltre che collezzionare. Spero che trovi una sua strada in una diversa edizione gigante ,con stampa e carta raffinata e magari la sceneggiatura di Recchioni allegata. Mi prenoto.

Greg ha detto...

è bello come un DYD strabello dei vecchi tempi andati.

tra l'altro proprio ora stanno dando la puntata asterix del modulo A38 su italia 1...

recchioni tu per fare bene devi scrivere sempre dello stesso dannato argomento, sempre nello stesso modo.
ma quando lo fai sei sempre straordinario.

sarrus ha detto...

Una parola per descrivere questo numero di Dylan Dog: capolavoro.

RRobe ha detto...

Per Greg: spero che no sia vero ma, in parte, hai ragione.

Greg ha detto...

sinceramente non vedo la cosa tanto come un limite ma più come una tappa creativa che per ora non sei riuscito, o non hai ancora provato, ad oltrepassare.
è un discorso un pò complesso.

e cmq lungi da me,e credo da tanti altri, lamentarmi. sarebbe come dire "che palle Poe scrive sempre di sepolti vivi e di paranoie sulle amanti non morte...". sticazzi...

_Miri_ ha detto...

L'ho letto!! Bellissima storia.
Anche io sono una di quelle che non legge dylan dog. Fin'ora avevo preso solo i color fest con gli autori che preferivo.
Mater Morbi è un capolavoro.

quellocheledonnedicono ha detto...

Bella questa storia!
il mio primo DD
quel senso d'ansia di dolore paura ... resa..........
mi è proprio piaciuto .... grazie

3Deimos ha detto...

DD è diventato peggio di uno speciale su amnesty international...anche l'orrore umano alla jhonny freak ha passato la mano a questa cavolate esistenziali ma per piacere. I telegiornali sono pieni di simili banalità, siamo bombardati ovunque da queste storielle del cazzo e ci si mettono pure i fumetti. Un vero peccato, vsto che i disegni di Carneale sono davvero ottimi. Il resto lo si vede in qalsiasi giornale nazionale o locale al giorno.

fabio costante ha detto...

Molto bello Rrobe, davvero un bellissimo DD!

Strepitoso come sempre Carnevale!

Bravissimi!

Greg ha detto...

@3Deimos: "Il resto lo si vede in qalsiasi giornale nazionale o locale al giorno."

Cioè un fumetto deve per forza raccontarti di cose che non esistono?
Oppure può anche descrivere certe situazioni e sensazioni "quotidiane" con una profondità che il lettore non è normalmente portato ad adottare?

No perchè sappi che il "bel fumetto" e la bella arte sono tali perchè di quelle due cose sanno far bene la seconda...

Hanuman ha detto...

Più che altro, una gran parte dei fumetti di Dylan Dog ha SEMPRE fatto così: prendeva qualcosa dalla realtà di tutti i giorni (vivisezione con "Goblin", neonazismo con "Totentanz" e via dicendo) e lo rileggeva in salsa horror. Anche Johnny Freak parte da una storiella del cazzo che potresti sentire al telegiornale, col fratello usato come "materiale di riserva" dalla famiglia ricca e facoltosa (sarà poi che, a me, Johnny Freak non è mai particolarmente piaciuto). E' un approccio che può non piacere, eh, ma è un po' come farsi prender male Martin Mystére perché i temi trattati spesso sono simili a quelli che vedi in "Voyager". Con tutto che "l'altra parte" di Dylan, coi i numeri allucinati e sperimentali alla "Storia di nessuno", mi è sempre piaciuta da matti.

ramjac ha detto...

L'ho letto e mi è piaciuto. Complimenti a tutti e due. Però mi è dispiaciuto che al personaggio più negativo della storia sia stato affibbiato il nome del grande Kurt Vonnegut. La faccia di Kinski ci può stare, ma il nome di Vonnegut... perché? Solo perché suonava bene?

flaviano ha detto...

son ritornato a comprare DD dopo una decina d'anni apposta per leggere la tua storia (e per i disegni di massimo)
l'ho apprezzata molto anche se continuo a pensare che il troppo citazionismo nelle tue storie ti impoverisca come autore, sembrano dei paletti dietro i quali si nascondono i contenuti veramente personali.
non voglio fare sempre il criticone eh è che questa cosa delle citazioni la apprezzo in un autore giovane come un primo robe o un primo tarantino, poi se continua col passare degli anni mi diventa fastidiosa.
però ripeto, bella storia.

V.O.C. ha detto...

Preso! Non leggo praticamente mai Dylan Dog, salvo rari casi e il color fest.
Questo è uno di quei rari casi.
Splendido! Complimenti Roberto.
Su Carnevale non dico nulla, risulterei banale. Mi limito a dire che a pagina 79 vignetta 1 Massimo ha vinto. Punto. E non per come ha disegnato Dylan.

Marco

Paola ha detto...

Johnny Freak anch'io ho pensato a quell'albo di Dylan Dog, non perchè abbia nulla a che fare con la trama, forse per lo spessore del contenuto. All'epoca seguivo ancora Dylan Dog, ricordo che aveva fatto scalpore, poi non so se sia mai più successo intorno al 200 l'ho mollato.
Da mesi quando andavo in edicola controllavo se appariva il tuo nome su uno dei Dylan, poche sere fa arriva mio marito, che non è un grande appassionato di fumetti in generale, ma aveva in mano proprio questo numero. Ho aperto la copertina per leggere l'autore ed è apparso il tuo nome. Pensa lui l'ha preso perchè l'aveva colpito il titolo ed i disegni particolari, non sapendo nulla di te, dopo averlo letto gli ho parlato un pò di te, ma già ne era rimasto colpito. Sarà che lui fa pure il soccorritore 118 certi ambienti li vive dall'altra parte del vetro. Io posso solo aggiungere a tutte le belle parole che già hai avuto: inquietante, folle e decisamente reale. L'ultima cosa fa venire i brividi, il pensare che quello di cui parli in buona parte è la folle realtà degli ospedali e della ricerca medica.
Da premio, complimenti!
Degno dei migliori soggetti in assoluto di Dylan Dog...non dico il migliore perchè in effetti un centinaio me ne sono persa, non sarei giusta.
A quando il prossimo?

Duffi ha detto...

ciao Roberto,
complimenti davvero.
Le tue precedenti storie su DYD non mi avevano impressionato. Ti ho conosciuto e apprezzato per John Doe. Ho preso quest'albo con un po' di paura che la Bonelli ti avesse edulcorato, addomesticato, ristretto nella sua gabbia di regole editoriali (vabeh non so manco se esistono, ma ho l'impressione che siano molto conservativi per tematiche e dinamiche nei loro fumetti).

E invece fantastico, funziona tutto. (per non parlare dei disegni, vabeh... per non parlare di come è disegnata mater morbi, vabeh..........).
Fra le (tante) altre cose, mi ha colpito l'inversione fra il tradizionale "morto vivente" e il "vivo morente". Semplice e d'effetto.

Grazie!

Hellpesman ha detto...

grande rrobe!

ho letto il TUO DYD su un regionale tra Brescia e Bologna.
Aspettavo l'albo da una vita ;) e ho scoperto che che aveva dentro tutto quello che cercavo... compresa la citazione di IT che mi ha segnato il cuore.
Senza tante parole dico che anche io passo molto tempo in ospedale e la lettura dell'albo è stata una straordinaria rappresentazione in inchiostro e carta delle mie paure, quindi: complimenti!
Certo considerando poi, che ho letto l'albo in treno appena uscito da un ospedale (ma questa volta per un parto:)) tutto ha avuto un sapore speciale.

Cmq se ora guardo l'ultimo piano del "grattacielo bonelli" so chi ha preso il posto all'ultimo piano: TU!

una sola parola: EXCELSIOR!

Fuz ha detto...

Bello, molto.
E te lo dice un convinto detrattore di DYD.
Ha dei punti molto buoni, alcune cose qua e là che non mi piacciono e sembrano un pò tirate per i capelli, altre in cui sembri volerti mettere un freno e dei punti che mi sono fin troppo familiari.
Veramente un bel lavoro, ma per me non è il tuo capolavoro come molti dicono.

tuttocartoni ha detto...

Bellissimo complimenti mi sono davvero divertito ho pasaato u fantastico fine anno leggendo questa fantastica storia ...che poi mi ha accompagnato anche nella prima notte dell'anno

Buon 2010 Roberto ed in bocca al lupo per la salute

marcus ha detto...

Anche se con un po' di ritardo mi unisco anche io al coro unanime di complimenti.
Dopo sei mesi di attesa devo ammettere che il tuo albo è una delle poche cose che ha soddisfatto in tutto e per tutto le mie aspettative.
Toccante,commuovente e a suo modo, perchè così vicino alla realtà, crudele.
Bravo Roberto

Paolo ha detto...

Sono passati molti anni (10-15?) dall'ultimo Dylan Dog letto. Ti ringrazio per avermi fatto riavvicinare a questa icona del fumetto italico con questa storia REALMENTE agghiacciante: mater morbi è il più terrificante dei mostri e verrà a visitarci tutti prima o poi :-(
Ti sei dimenticato un contenuto speciale: a pagina 81 appare una rappresentazione della Death di Neil Gaiman che viene anche citata nella corrispondente didascalia.

Mesa Verde ha detto...

Ho letto il Dylan Dog, comprato più per i disegni di Carnevale che altro... non sono un fan del personaggio, ma spesso seguo le storie disegnate da alcuni disegnatori che apprezzo.
Posso solo fare i complimenti per una storia davvero intensa, piena di angoscia ma mai troppo pesante da digerire.
Bello, davvero bello.

Irene ha detto...

Ho letto quest'albo per hype, non leggo DyD da quasi 10 anni quindi le mie impressioni non penso siano "rappresentative" (soprattutto contando che a mio parere Johnny Freak è una delle storie più penose del periodo Sclavi). Mi scuso in anticipo per questo commento inopportuno, ma devo "liberarmi" delle cose che mi sono venute in mente leggendolo, così non ci penso più.

1. Il citazionismo è una pecca. Non è colpa tua dato che DyD è sempre stato affetto da citazionismo inutile, ma non posso che rimarcare che citare Carver, Vonnegut, Kinski, Faber ecc, semplicemente distrae dalla storia.

2. Alla malattia non sono mai state dedicate poesie? Non ne sarei del tutto sicura (mi viene in mente Dylan Thomas nei confronti della malattia mentale); ma mettiamo che sia vero: le sono comunque state dedicate tante e tanto alte opere d'arte che è falso sostenere che gli uomini semplicemente la "rifuggono" senza sentirne il fascino. "La montagna incantata" di Mann; "La diceria dell'untore" di Bufalino; le pagine dedicate all'ipocondria di Svevo; "Sette piani" di Buzzati; la malattia di Zuckerman in Roth; o il simbolismo che Camus ha visto nella peste; e chissà quanti ne dimentico... Tutti questi titoli testimoniano di come la malattia nell'arte abbia dato l'occasione di profonde riflessioni sulla natura dell'uomo, così come la morte o la guerra. Inoltre ci sono malattie che nella cultura pop hanno un grande fascino, in particolare la consunzione (tisi, anoressia...), vista come la malattia delle anime nobili: non si contano gli esempi di "eroi popolari" affetti da tisi, da Keats a Lady Oscar. Oltretutto hai citato "Hyperion": la malattia di "Keats" è molto importante in "La caduta di Hyperion". Infine, il nostro retroterra cattolico loda la sopportazione delle sofferenze della malattia come martirio e via della santità: da qui l'iconografia della "malattia santa".

3. A pag. 81 c'è un richiamo a Death, la Morte di Neil Gaiman; proprio questa citazione avrebbe dovuto renderti abbacinante il contrasto tra Disperazione e la tua Mater Morbi. Disperazione è senz'altro legata alla malattia, all'impotenza, allo schifo per se stessi, alla paura di morire; e *infatti* Disperazione è orribile, è tremendamente brutta, è oscena nella sua deformità. Solo guardarla mette angoscia e disagio. La tua Mater Morbi invece è la solita bella gnocca, la solita pin-up inguainata in pelle nera (giusto per renderla un po' dark, anzi: emo), che guarda caso principalmente vuole il cazzo. Occasione sprecata per dare un volto alla malattia.

[segue]

Irene ha detto...

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4. Dov'è l'angoscia? Dov'è l'orrore? Le poche scene di reale paura sono quelle in cui Dylan è scambiato per un altro, l'unica angoscia è l'impotenza causata dal coma. Ma il lettore non può realmente preoccuparsi per Dylan, perché (dlin dlon!) è il protagonista, quindi *ovviamente* se la caverà. Avrebbe avuto molto più senso scrivere la vicenda in moro che riguardasse una persona molto cara a Dylan, in modo che ci si potesse affezionare, si potesse aver paura, si potesse disperare e si potesse realmente, finalmente vedere un unhappy end.
Dov'è l'angoscia della malattia? Un po' di vomito, due scatarrate di sangue, una ferita cucita male: tutto qui? DyD è ancora un fumetto horror? Lui e il ragazzino non sono altro che due rappresentazioni dei tisici di cui sopra (e infatti Vincent, a parte le occhiaie e le labbra screpolate, è bellino). Dove sono le mutilazioni? La carne marcia? Le escrescenze tumorali al volto? La perdita dei capelli? I sacchetti di merda che pendono dal ventre? Insomma tutti gli aspetti orripilanti e paurosi della malattia? I "tormenti" il massimo che sanno fare è menare... dov'è la tortura, quella vera?
Non sto dicendo che horror=trippe sanguinolente, sto dicendo che se ti spingi a parlare di sofferenza e dell'orrore della malattia devi farlo fino in fondo; fatto così non c'è un briciolo di orrore.

5. Quello lì è Dylan Dog? Nel senso, quanto di DyD c'è nel tuo Dylan Dog? A me sembra che il suo comportamento sia veramente poco "specifico" di Dylan. E' vero che Dylan è sempre stato buonista e retorico, ma far finire lo "scontro" con Mater Morbi con uno scambio di frecciate e un volemosebbene finale non "tiene" (senza contare che "Mi dispiace, è la mia natura... Non posso farci niente" mi suona tanto "Io non sono cattiva: è che mi disegnano così"). E' vero che DYD è un fumetto abbastanza "parlato", ma la quantità di didascalie-monologo (oltretutto la roba del tatuaggio è completamente gratuita nell'economia della scena e della storia...) questa volta era davvero esagerata. Molti nei commenti hanno scritto "Non m'è sembrato quasi di leggere un fumetto di DyD, ma uno dei tuoi post": probabilmente qui sta il problema.

Loredana ha detto...

Non compro mai Dylan Dog, questo album mi è stato "telefonato". E mai suggerimento è stato più azzeccato. Il tuo testo è evocativo e struggente per chi la malattia la sa e anche per chi la conosce soltanto. Le immagini di Carnevale sono perfette ed emozionanti. Bellissimo mix. Complimenti. Aspetto fiduciosa un altro album di questa potenza. Qualcuno mi ritelefoni.
m.

Eryr ha detto...

ciao roberto,
ho appena finito di leggere mater morbi...beh, non ho parole, è il miglior dyd degli ultimi anni!!! la storia è davero originale, con spunti davvero struggenti (come la figura stessa di mater morbi, sola, abbandonata da tutti e triste)...ma devo confessare che mi ha colpito particolarmente perchè mi ci son riconosciuta...mi sono commossa, perchè sembra incredibile come io mi sia sentita, forse per la prima volta, capita da una storia a fumetti! :) non voglio dilungarmi, ma in pratica da quando ho 5 anni (ora ne ho 25) soffro di "misteriosi" (medici su medici si sono scervellati senza riuscire a fare una diagnosi) problemi polmonari, che mi hanno costretta a ricoveri frequenti, analisi invasive e dolorose, visite mediche continue...e questo mi ha fatto perdere tante cose, tanti amici, spaventati dalla mia "diversità"...e i risvolti psicologici non sono stati leggeri...

non frequento i blog, sono estremamente timida e non mi piace espormi, non sono brava ad esprimere i miei sentimenti (avrei voluto dirti molto di più, farti capire meglio quanto abbia apprezzato la tua storia...ma non ne sono capace...)...nonostante ciò, sono dovuta venire a cercarti, anche solo per dirti molto semplicemente grazie per questa storia fantastica...e grazie di aver dato voce a disagi e piccoli dolori che spesso chi è malato non riesce ad esprimere...

ti aspetto in uno dei prossimi dyd! :)

RRobe ha detto...

Grazie.
Sul serio.

Fales ha detto...

Ciao Rrobe, è passato un sacco di tempo dall'uscita, arrivo un pò tardi... Mater mi è piaciuto molto. Ha corpo, ti fa pensare, e, come sempre, ci si rende conto che nonostante tutti i ragionamenti che possiamo fare, cercando di capire i problemi in ogni sua angolazione, alla fine ci sfuggirà sempre qualcosa, che solo l'esperienza diretta (sfortunatamente la tua in questo caso...) ti da. Mi hai fatto pensare molto, nonostante abbia sempre il sangue alla testa, e di questo ti ringrazio, oltre al fatto che mi hai fatto passare una piacevole (e utile) mezz'ora :)

Ps: per curiosità: la frase di Groucho a pagina 24 "Sai, capo, hai la faccia di uno che è appena stato schiacciato da un pisolino gigante" è un omaggio a questo?? http://www.youtube.com/watch?v=u3h4XgqIiv8

RRobe ha detto...

Non mi apre un link: ma se è il video di Rezza, sì, è un omaggio a lui.

Fales ha detto...

Si trattava proprio di quello, grandissimo! :)

Orio ha detto...
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