29.5.10

Scomodo va bene.


La cosa che mi crea più problemi, in questi giorni, non è la rabbia derivata dall’incapacità di accettare serenamente quello che mi sta succedendo, ma l’assenza di essa.
Provo a spiegarmi.

A causa dello shock settico pare che in ospedale ci dovrò rimanere tra i dieci giorni o un mese.
Dieci giorni se l’infezione non ha toccato nulla, un mese se ha interessato il fegato.
Adesso, la mia normale reazione a una cosa del genere sarebbe un’incazzatura notevole.
E in effetti, una volta appresa la notizia sono diventato una molla, pronto a scattare alla giugulare di chiunque mi rivolgesse anche solo uno sguardo che non mi piaceva. Di solito, in questi casi, mi chiudo in un quasi totale mutismo, aspettando di sbollire. E così è ho fatto.
Ci ho messo solo due giorni, questa volta.
Due giorni mi sono bastati per abituarmi all’idea e farmene una ragione.
Due giorni per ospedalizzarmi.
E questa cosa mi mette una paura porca perché significa che questa situazione sta diventando sempre più abituale, per me. Che questo cazzo di ospedale è sempre più casa mia e sempre meno un posto contro cui lottare con tutte le forze.
Paziente, sia paziente.
Ma con il cazzo.
Io voglio bestemmiare, incazzarmi, essere intrattabile e insofferente e continuare a rompere il cazzo per uscire in fretta.
E’ questa l’unica reazione umana sana e possibile.
Tutto il resto è resa.

Vado a rispondere male al primo che mi capita.

p.s.
una cosa: apprezzo i commenti di sostegno e supporto che lasciate su questo blog, in queste occasioni, ma non è per questi commenti che scrivo queste robe. La scrivo per me, perché ho bisogno di metterle pixel nero su pixel bianco. Ergo, senza offesa, se quello che volete dirmi è forza, RRobe, facciamo che me lo avete detto implicitamente e andiamo avanti.