27.3.12

Dylan Dog -Almanacco della Paura 2012- Contenuti Speciali


In edicola, in questi giorni, trovate l'Almanacco della Paura 2012 di Dylan Dog.
Al suo interno, oltre al consueto apparato redazionale dedicato all'horror, anche una storia scritta a quattro mani dal sottoscritto e da Mauro Uzzeo, e disegnata dal sempre più bravo Bruno Brindisi.
Come di consueto, mi prendo un poco di spazio per qualche curiosità e dettaglio.

Questa storia l'abbiamo scritta più di due anni fa e ho un ricordo fantastico della sua fase di lavorazione.
Dei molti lavori di collaborazione che ho fatto, questo è stato il primo che ho davvero scritto insieme con qualcuno. Dove con la parola "insieme" intendo proprio dire sullo stesso computer, spalla a spalla, discutendo ogni singolo dialogo, vignetta, pagina.
Io e Mauro ci siamo visti una volta a settimana a casa mia, la sera di solito, e siamo andati avanti così fino alla conclusione.
E' stata una cosa divertente ma, più che altro, è stata una cosa utile perché mi ha permesso di rimettere in discussione il mio approccio al personaggio e mi ha aiutato a vedere alcune cose che, prima, non vedevo.
Insomma, una buona esperienza di crescita che consiglio di fare a chiunque.
Ma, se la volete fare proprio con Uzzeo, fate una spesa abbondante prima, che mangia come un esercito.

Passiamo ai rimandi, le citazioni, e le curiosità:

- Lo spunto della storia credo che provenga proprio da Mauro.
All'epoca stava con una ragazza che aveva una passione per i reality e i talent show e lui, volente o nolente, si stava facendo una cultura a riguardo. Immagino che scrivere questa storia sia stata una specie di valvola di sfogo.
Io ci ho messo un poco di struttura e, credo, la svolta risolutiva finale. Ma, come ho detto, il lavoro è davvero a quatro mani dall'inizio alla fine e non c'è un elemento che appartenga più a me o a Mauro.

- Tiffany, l'odiata ragazza del mese, è modellata esteticamente sulla Christina Ricci di Black Snake Moan.

- La spot che si vede in televisione viene dritto, dritto dal n. 15 di Dylan Dog (Canale 666) di Sclavi e Ambrosini. Visto il tema della nostra storia, citare quell'albo (fantastico) era un dovere morale.

-  Le fattezze di Harris Moore sono ricalcate su quelle di James Marsters nel ruolo di Spike, su Buffy the Vampire Slayer. Il nome deriva da quello di Eric Harris (uno dei due assassini della strage della Columbine) e Michael Moore (regista di Bowling a Columbine). Le fattezze di Eric Klebold, invece, se non erro sono ispirate da un amico di Brindisi. Il nome deriva dall'altro omicida della Columbine (Dylan Klebold). All'inizio, aveva intenzione di mescolare semplicemente i nomi dei due killer, ma il fatto che uno dei due si chiamasse proprio Dylan, avrebbe creato confusione nel lettore.

- Prima di iniziare a scrivere la storia ci siamo rivisti Elephant di Gus Van Sant. Non ci è servito a nulla ma è un bel film.

- Non era previsto che la signora grassa avesse così tanto spazio e un tale numero di battute nella storia. Ma non riuscivamo a contenerla. Io, personalmente, l'adoro.

- Non ricordo chi ci ha aiutato con la traduzione dal russo. Credo che sia stato un qualche amico di Mauro.

- Le fattezze di Paul sono ricalcate su quelle di Giovanni Boninsegni. Che non solo è un appassionato di fumetto (e di Dylan) ma è stato anche il protagonista del booktrailer di Mani Nude, il romanzo di Paola Barbato. Chi ha diretto quel booktrailer? Mauro Uzzeo. E' tutto un magna, magna.

- "...questo è spettacolo!" è un rimando voluto a 300. Ci faceva ridere l'idea del parallelismo tra la società spartana e il competitivo mondo dei talent show.

- Il conduttore del "Chi vuol essere milionario?" a cui partecipa Groucho è chiaramente ispirato dall'attore  Anil Kapoor che interpreta una parte analoga nel film The Milionaire di Danny Boyle.

- A pagina 57 ci sono Andy Capp e Alice. Due ottimi esempi di cittadini inglesi.

- A pagina 58 si vedono i Pinewood Studio. Un luogo di culto per ogni appassionato di cinema.

- Tiffany chiama Dylan, pasticcino. Alla stessa maniera faceva Harley Quinn con il Joker il quel capolavoro di Mad Love.


- A pagina 69 i due personaggi sono modellati uno su Mauro stesso (con la sua maglietta di Texas Chainsaw Massacre) e l'altro su Sandrella, mefistofelica amica e autorità in fatto di talent e reality.

- Elijah Crow è un Danny Glover invecchiato (cioè: un Danny Glover come è oggi). Possibile che il ruolo del vecchio saggio spetti sempre a Morgan Freeman? E che diamine!

- A pagina 72, abbiamo voluto fare un omaggio al disegnatore della storia, Bruno Brindisi. Il vignettone è una rilettura di una vignetta analoga dell'albo Zed (Dylan Dog n. 84).

- Tutte le tattiche della polizia che mettiamo in scena, seguono dei protocolli reali. Sono gli stessi protocolli, per capirsi, applicati dalle forze di sicurezza russe nella strage del teatro Dubrovka (e, anche in quel caso, le cose non andarono molto bene).

- Nella sequenza che inizia a pagina 89 e si conclude a pagine 96, c'è un errore nostro. Avremmo dovuto indicare che Dylan doveva legare le mani a Tiffany (e quindi metterla tra i sopravvissuti, alla fine dell'albo) o farla riapparire nel finale per andare incontro alla morte, insieme ai suoi compagni. Invece non abbiamo fatto nessuna delle due cose e il suo destino resta oscuro. Stupidi noi.

- Tra pagina 113 e 114 ci sono varie citazioni esplicite al film di V for Vendetta.


- A pagina 124 c'è il Royal Free Hospital. Il mio ospedale (appare quasi in tutte le storie di Dylan che ho scritto).

- A pagina 126 la signora grassa è ancora viva. Ha perso un occhio ma non la sua grinta. Viva la signora grassa! Facciamo una miniserie su di lei!

- In conclusione, tutta la storia è un attacco a chi guarda un certo tipo di programmi, non tanto ai programmi stessi. In sostanza, abbiamo fatto una cosa che non si dovrebbe fare mai se non vuoi finire sulla pubblica gogna: dare al pubblico del pubblico.

Detto questo, io penso che questa sia una delle storie migliori di Dylan a cui ho preso parte.
Nel senso che questa, a differenza di altri episodi del personaggio che ho scritto, mi pare davvero una storia dell'Indagatore dell'Incubo e non una mia storia in cui il protagonista è Dylan Dog.
Ha il ritmo delle storie di Dylan, la gestione dei personaggi delle storie di Dylan e l'umorismo delle storie di Dylan. E questo lo devo anche, e soprattutto, all'apporto di Mauro.

Non credo che ci sia molto altro da dire.
Se vi capita di leggerlo, fatemi sapere cosa ne pensate.






12 commenti:

el mauro ha detto...

Da qualche parte ho anche una foto bellissima fatta una di quelle sere.
La trovo e te la mando!

Nervo ha detto...

Non so perché, ma pensando a voi due che lavorate a quattro mani su un computer, mi sono subito immaginato un dialogo tipo "qui Dylan fa una faccia basita" "F4!".
Anzi, il perché lo so benissimo.
Boris mi manca :-)

Simone Longarini ha detto...

Ti prego continua a scrivere Dylan, non puoi mancare proprio tu dalla testata RRobe.
Facci sapere.

RiZzUs - (DDComics) ha detto...

Letto e apprezzato. Come ti ho già detto su FB.
Tra tutte le citazioni ho apprezzato di più quella fatta a V for Vendetta e a 300.
P.s. Qualche volta, dare al pubblico del pubblico, ci sta.

gigei ha detto...

Io ho apprezzato in toto la storia.L'unica cosa,e dico l'unica,che non ho tollerato è stata affiancare a dylan una ragazza del genere.Mi spiego:Dylan ha un suo carattere,una sua personalità e mi viene difficile pensare che si possa mettere con una tipa del genere. Se poi serviva solo come pretesto per portare dyd in uno studio televisivo,potevate benissimo trovare un altro espediente per portarcelo.Per il resto ottima storia.

RRobe ha detto...

Bho.
Io non ho molta stima per Dylan, in questo senso.
A parte alcuni nobili casi, non mi pare che si sia accompagnato con donne di particolare livello.

comativa ha detto...

infatti, ce ne sono state di "stupidine" al finaco di dylan..
cmq bella storia, e su craven road avevo già scritto quello che scrivi tu qui, è una storia di DYD. poi può piacere o meno ma questo è DYD, cosa che tanti che lo scrivono non hanno capito e probabilmente non lo capiranno mai..

Franci ha detto...

Bellissima storia! di solito non compro l'almanacco, ma stavolta ho fatto un'eccezione e mi è andata bene...complimenti a te e ad Uzzeo

Viviana Boccionero ha detto...

Stupendo, RRoby. E' un compendio. Comunque "magna magna" si scrive senza virgola, come "dritto dritto".


Posso linkarlo?

Viviana Boccionero ha detto...

Mi hai fregato, RRoby. Eri in agguato?

Zuf ha detto...

Seguo te da un paio di anni...seguo Dylan da molti di più..e so i cambiamenti in peggio che ha avuto..purtroppo.
Ha preso sempre più piede la componente più fastidiosa e buonista di Dylan, lasciando lentamente scomparire quella parte di "figlio di buona donna" (es. Dylan che si faceva donne sposate, che tradiva, che sbagliava...) che me lo faceva veramente vivere come un antieroe con le sue debolezze (e non solo sta cazzo di pippa sull'essere ex-alcolista...).

Parlando della storia (tua e di uzzeo) l'ho trovata abbastanza banale.
Una storia che dava al pubblico quello che il pubblico voleva (i talent show sono "pessimi" come coloro che li seguono) e che è in linea con il Dylan buonista e "fastidioso" (almeno per me) degli ultimi anni. Ti dico che l'appello di Dylan in tv non ho neanche avuto il coraggio di leggerlo tutto bene...mi infastidiva troppo.

Personalmente, al di là di Mater Morbi, ti ho molto apprezzato in I nuovi Barbari.


Comunque vale sempre il famoso de gustibus.

Dr.Manhattan ha detto...

L'ho preso stamattina.

Se la storia non mi piace, tu e Mauro mi dovete dei soldi ;)