20.12.12

Fumettology - fumetti in televisione - OGGI


Ideata e realizzata da Alessio Guerrinni, Clarissa Montilla e Alessio Danesi, per la regia di Dario Marani, Fumettology è probabilmente la più articolata e ambiziosa trasmissione dedicata al fumetto, mai realizzata per la televisione.
Dieci puntate, ognuna di quasi mezz'ora, ognuna dedicata a un "mito del fumetto italiano" che chiamano in causa quelli che questi fumetti li hanno fatti e li fanno.
Il programma esordisce questa sera su Rai 5 con la puntata d'apertura, dedicata a Tex.
Io ho già avuto modo di vederla e l'ho trovata straordinaria.
Qui sotto vi posto il comunicato stampa ufficiale con tutti i dettagli.
Ah, sì, oltre a partecipare alle puntate di Tex, Dylan Dog e, credo, in quella di Diabolik, io chiacchiero un sacco nel decimo appuntamento, quello dedicato interamente a John Doe (che, lo ammetto, mi ha commosso).





FUMETTOLOGY
I miti del fumetto italiano

Comunicato Stampa




C'era bisogno di parlare di fumetto in TV? Secondo molti sì, era tempo di affrontare seriamente l'argomento.
Questa esigenza è stata raccolta dalla FISH-EYE Digital Video Creation - che ha realizzato il programma con la consulenza e la competenza di Alessio Danesi (della Rw-Lion Comics) -  e da un canale illuminato come Rai 5, che manderà in onda “Fumettology – I Miti del Fumetto Italiano” a partire dal 20 dicembre ogni giovedì in seconda serata.

Scritto da Alessio Guerrini e Clarissa Montilla, per la regia di Dario Marani, “Fumettology- I Miti del Fumetto Italiano” è il primo programma televisivo interamente dedicato al fumetto (“popolare” e “d'autore”) realizzato con la piena collaborazione degli autori e delle Case Editrici stesse.

Dalla Sergio Bonelli Editore, che ha fatto sognare generazioni di adulti e ragazzi con Tex, Dylan Dog e Martyn Mistère, solo per citarne alcuni;  alla Astorina, che racconta mensilmente le vicende del “Re del Terrore”, più noto come Diabolik; alla MCK del lupo più famoso d'Italia, Lupo Alberto; sino all'Aurea, che ha il merito di aver portato avanti un vero e proprio antieroe: John Doe; dalla cortese partecipazione degli eredi di Guido Crepax, che hanno offerto il racconto di una componente della loro famiglia, Valentina; a Vittorio Giardino che, con il suo Max Fridman, si è messo e ha messo i suoi lettori sulle tracce della storia.

Fumettology è un programma che ha la pretesa di soddisfare i più attenti e consapevoli lettori di fumetti e, contemporaneamente, di avvicinare nuovi lettori al mondo del fumetto. Questo grazie al fatto che lascia raccontare il fumetto stesso proprio a chi lo fa in prima persona.

Fumettology si articola dunque in una serie di documentari, dieci, della durata di 30 minuti l'uno, in cui gli “addetti ai lavori”, vera voce vivente e inconfutabile del fumetto italiano, raccontano in ogni puntata una testata: partendo dal protagonista della testata, si racconta chi è il protagonista stesso, il suo mondo, come è nato nella mente del suo ideatore per passare, poi, dalla matita dei suoi disegnatori, alla carta e, in molti casi, alla Storia!

In ogni puntata ogni “mito” (inteso come ogni personaggio protagonista) verrà quindi raccontato dalle tavole stesse e dagli albi a lui dedicati e, inoltre, dai suoi stessi “ideatori”: dall'editore, all'autore/vignettista, dallo sceneggiatore al disegnatore, all'editor, etc.

Ogni puntata di Fumettology è, per questo motivo, suddivisa in 7 capitoli.

Nell'Identikit, il personaggio della puntata viene presentato dai suoi autori, disegnatori ed editori, attraverso le sue caratteristiche peculiari, fisiche e caratteriali.

Nella Genesi, viene raccontato il percorso creativo che ha portato alla nascita del personaggio e/o della testata, attraverso la voce dei protagonisti e dei testimoni delle vicende stesse.

In Compari & Comprimari, vengono presentati i “compagni di viaggio” del protagonista della puntata. Quei personaggi che spesso sono molto più di una spalla e molto più di un contorno alle vicende del protagonista.

In Nero su Bianco, sono principalmente i disegnatori – ma intervengono anche editori e/o sceneggiatori  - a raccontare il proprio lavoro sul personaggio, il proprio metodo di lavoro e i momenti salienti della propria esperienza sulla testata trattata in puntata.

Ne L'Avventura, gli addetti ai lavori stessi raccontano il loro punto di vista su alcune delle più imporatnte “storie” a fumetti vissute dal protagonista della testata.

In Fuori della Carta si racconta, invece, il momento in cui il personaggio ha messo i piedi fuori della carta per entrare nell'attualità o nella storia vera e propria. Dalle campagne sociali a cui hanno partecipato, alle interrogazioni parlamentari di cui sono stati protagonisti, alla penetrazione capillare e costante nel costume italiano, gli “eroi di carta” camminano accanto a noi.

Ne Il Cultore, capitolo finale, un personaggio noto racconta del momento in cui ha incrociato la sua strada, per le ragioni più disparate, con il personaggio trattato in puntata. Racconti insospettabili, nostalgici ma anche ricchi di emozione e di passione per i protagonisti della così detta “arte sequenziale”.

Il fumetto, nel nostro paese, è una delle eccellenze italiane che ci rappresenta ampiamente non solo in patria ma anche all'estero.
Eppure, non sempre, alla “letteratura disegnata”, è stato concesso il giusto spazio e la giusta luce. Nonostante i fenomeni che trascina con sé: come le tirature e la longevità dei suoi personaggi. Tirature e longevità che la maggior parte degli “scrittori di varia” sognano ad occhi aperti e chiusi.
Fumettology nasce dunque dalla crescente necessità e dal desiderio di portare in tv uno degli esempi più solidi della creatività e della capacità narrativa italiana, nota in tutto il mondo, proprio in uno degli anni (stagioni) più significativi per il fumetto.
Tra 2012 e 2013 sono tante, infatti, si inseguono le ricorrenze:
il cinquantenario di Diabolik, il trentennale di Martin Mystere, i 26 anni di Dylan Dog, i 65 anni di Tex (2013), i cinquanta anni di Zagor (festeggiati nel 2011), i quasi quaranta anni di Lupo Alberto (2014), l'uscita della quarta ed ultima stagione di John Doe, a dieci anni dalla sua comparsa (2013), il decennale della scomparsa di Guido Crepax, e, purtroppo, il primo anniversario della morte di Sergio Bonelli  (deceduto a settembre del 2011) che, padre di tanti fumetti italiani, a dicembre del 2012 avrebbe compiuto 80 anni.



I miti del fumetto italiano – Puntata per Puntata

Puntata 1: Tex
Tex, il ranger più famoso del West, il personaggio più longevo nel panorama fumettistico mondiale compie 63 anni e ancora oggi vende centinaia di migliaia di copie ogni mese. Attraverso il racconto di chi lo scrive e lo disegna, ne tracceremo la storia e i motivi del suo intramontabile successo, che ha appassionato e ancora appassiona generazioni di italiani, tra i quali c'è un cultore d'eccezione: Sergio Cofferati.

Intervengono:
Mauro Marcheselli
Mauro Boselli
Tito Faraci
Roberto Recchioni
Moreno Burattini
Franco Busatta
Graziano Frediani
Claudio Villa
Leomacs
Gianfranco Manfredi
Sergio Cofferati


Puntata 2: Diabolik
Diabolik, il Re del Terrore, compie quest'anno 50 anni e rappresenta, nell'ambito del panorama italiano, un fumetto di rottura. Non solo perchè propone per la prima volta la figura del “cattivo vincente”, ma perchè segna indelebilmente un periodo storico, quello dell'Italia dei primi anni '60, che accoglie Diabolik con un misto di diffidenza e paura. Tra sequestri e denunce Diabolik invece si afferma negli anni e oggi è quell'icona che ognuno sa riconoscere. Protagoniste di questo fenomeno – raccontate oggi da chi ne ha preso il testimone - due donne coraggiose e all'avanguardia: Angela e Luciana Giussani, creatrici del personaggio più trasgressivo dell'epoca.

Intervengono:
Mario Gomboli
Patricia Martinelli
Tito Faraci
Enzo Facciolo
Andrea Pasini
Andrea Nappi
Alfredo Castelli
Giuseppe Palumbo


Puntata 3: Valentina
Valentina Rosselli, la prima donna libera del fumetto italiano. il personaggio creato da Guido Crepax, raccontato attraverso la testimonianza della famiglia stessa di Crepax e di chi, con Crepax, lavorò ai tempi di “Linus”. La storia di un fumetto d'autore nato nel 1965 dal taglio cinematografico, spesso onirico, ricco di citazioni che spaziano dalla storia, all'arte. Un fumetto coraggioso, originale, “scandaloso” allora, come oggi, perché un inno alla libertà di espressione.

Intervengono:
Antonio Crepax
Luisa Crepax
Caterina Crepax
Giacomo Crepax
Elio Fiorucci
Fulvia Serra
Graziano Frediani
Gillo Dorfles
Miro Silvera
Luca Raffaelli
Demetra Hampton


Puntata 4: Zagor
Zagor Tenay, il re di Darkwood, il fumetto d'avventura per eccellenza da oltre 50 anni. La storia del personaggio creato da Sergio Bonelli, in arte Guido Nolitta, nel 1961, raccontato da chi oggi ne porta avanti lo spirito con immutata passione e tenacia.
Dalle avventure con gli indiani, alle sfide ai confini della realtà, nella foresta di Darkwood tutto può succedere. Un fumetto che attraversa più generi e che più di ogni altro lega le sue avventure a quelle del suo creatore, Sergio Bonelli.

Intervengono:
Mauro Marcheselli
Moreno Burattini
Graziano Frediani
Franco Busatta
Mauro Boselli
Marco Verni
Gallieno Ferri
Mauro Laurenti
Mauro Uzzeo


Puntata 5: Lupo Alberto
La storia della striscia satirica a fumetti più nota in Italia. Lupo Alberto raccontato dal suo creatore, Silver e dai suoi più stretti collaboratori. Dalle prime apparizioni sul Corriere dei ragazzi, nel 1974,  al successo enorme degli anni 90, ricordando le campagne sociali e non che hanno segnato la storia del personaggio, tanto da far diventare Lupo Alberto un fenomeno oltre la carta.

Intervengono:
Silver
Massimo Bosani
Alfredo Castelli
Giacomo Michelon
Rosangela Percoco
Luca Raffaelli
Bruno Cannucciari
Piero Lusso
Greg (Claudio Gregori)


Puntata 6: Nathan Never
La fantascienza, oggi, può vivere sulle pagine di un albo a fumetti? Certamente sì, se si prende come punto di riferimento Nathan Never. Il primo fumetto di genere fatascientifico della Sergio Bonelli Editore, creato dalla cosiddetta “banda dei sardi”, Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna nel 1982.
Una diretta ispirazione da Blade Runner e da tutta la letteratua dell'epoca che ha saputo trovare, tra le pagine del fumetto, una sua originalità e un suo pubblico di appassionati.

Intervengono:
Mauro Marcheselli
Michele Medda
Antonio Serra
Elena Pianta
Stefano Vietti
Mario Ianny
Sergio Giardo


Puntata 7: Martin Mystere
Il detective dell'Impossibile, ovvero Martin Mystere, compie quest'anno 30 anni. La storia di un fumetto che ha, per molti versi, anticipato l'epoca del “mistero”, andando lui sì, prima di tanti altri, alla ricerca del sacro Graal, alla scoperta dei misteri delle Piramidi, o di quelli di Stonehenge.
Una vicenda racontata in prima persona da Alfredo Castelli, il suo creatore, e dagli sceneggiatori e disegnatori che vi hanno lavorato.
E oggi, i suoi insegnamenti, “rivivono” nella testimonianza di un fan d'eccezione, Roberto Giacobbo.

Intervengono:
Mauro Marcheselli
Alfredo Castelli
Carlo Recagno
Rodolfo Torti
Graziano Frediani
Giancarlo Alessandrini
Luigi Mignacco
Gianpiero Casertano
Davide De Cubellis
Roberto Giacobbo


Puntata 8: Max Fridman
Quando esce, nel 1982, Max Fridman di Vittorio Giardino, rappresenta una novità nel panorama del fumetto italiano. Le avventure di Fridman, una ex spia richiamata in servizio dai Servizi segreti Francesi, sono realistiche e ambientate nell'Europa del 1938. Un fumetto che non è soltanto un fumetto, ma è anche un  documento storico, una denuncia, la fotografia di una epoca.
Tutto ciò fa di Max Fridman e del suo autore, Vittorio Giardino, un punto di riferimento indiscutibile nel panorama del fumetto d'autore e internazionale.
Grazie alla testimonianza dello stesso Giardino e di una serie di critici di chiara fama (da Vincenzo Mollica a Luca Raffaelli) scopriremo genesi e lavoro di un personaggio così diverso dagli eroi dei fumetti seriali.

Intervengono:
Vittorio Giardino
Gabriella Formigini
Graziano Frediani
Luca Raffaelli
Daniele Barbieri
Alessio Danesi
Vincenzo Mollica


Puntata 9: Dylan Dog
Dylan Dog, l'indagatore dell'incubo, segna uno spartiacque nella storia del fumetto italiano: per ciò che racconta e per come lo racconta. La storia di un fumetto che ha segnato una intera generazione tra gli anni ottanta e novanta, con successi di vendita mai eguagliati, grazie al genio del suo creatore, Tiziano Sclavi, e alla audacia di una casa editrice, la Sergio Bonelli Editore, che decide di sposarne in pieno un progetto tanto nuovo, allora, quanto ignoto.

Intervengono:
Mauro Marcheselli
Michele Masiero
Giovanni Gualdoni
Graziano Frediani
Roberto Recchioni
Pasquale Ruju
Paola Barbato
Claudio Villa
Angelo Stano
Giambiere Casertano
Stefano Marzorati


Puntata 10: John Doe
John Doe, un uomo al servizio della Trapassati Inc. per la quale si preoccupa di gestire casi di “fine vita”, è stata la vera novità nei primi anni duemila. La storia di un personaggio diventato un punto di riferimento per le nuove generazioni, scritto e disegnato da un novero di nuovi sceneggiatori e disegnatori. Nato nel 2003, John Doe è un esperimento che ha saputo rimescolare le carte, proporre innovazione, trasgressione, stile e indicare che una nuova via è possibile.

Intervengono:
Roberto Recchioni
Lorenzo Bartoli
Mauro Uzzeo
Emiliano Mammucari
Davide De Cubellis
Silvia Califano
Werther Dell'Edera
Giovanni Gualdoni
Luca Raffaelli



35 commenti:

MarPlace ha detto...

Tutti grandi fumetti che meritano un approfondimento, per carità
Ma, per un occasione simile, manca Corto Maltese?
Mi par strano

Babol ha detto...

Dispiace anche che non ci sia una puntata dedicata ad Alan Ford... ma soprattutto, che a casa mia non si prenda Rai 5. Peccato perché la trasmissione sembrava davvero interessantissima!

kingsimon ha detto...

ancora...no vabbe', non voglio fare polemica....anzi si voglio farla......continuiamo a perpetrare l'idea che i fumetti siano robette per vecchi nostalgici o collezionisti sfortunati.
allora, io sono il telespettatore x, e scopro che c'e' una nuova trasmissione che parla di fumetti, io di fumetti ne ho letti un paio facendo la cacca in bagno da un mio amico, ma non c'e' niente d'altro e cosi' guardo.
e cosa ti scopro......che i fumetti sono esattamente quello che sapevo fossero, e c'e' il tex e c'e' il diabolik......vabbe', so gia' che non me ne frega niente, giro e guardo dmax , che adesso fanno vedere bear grills che sopravvive a cologno monzese.
dico sul serio, io voglio benissimo a tutte le vecchie carampane del fumetto, ma perche' non parlare di fumetto in maniera piu' aggiornata, perche' non parlare di fumetto e basta e non dei personaggi dei fumetti.
in effetti l'unica roba interessante e' john doe, che e' recente e come scelte narrative e' inserita nel mondo moderno.....

el mauro ha detto...

Certo siamo un popolo ben strano, eh.
Leggiamo fumetti, li collezioniamo e sappiamo benissimo cosa sono.
Per la prima volta viene realizzato e mandato in onda un programma che non tratta i fumetti come roba da ragazzini e che, partendo dalla Storia del fumetto, arriva a quello recente, usando come filo guida il fumetto italiano che, per la maggior parte, si può trovare in edicola. Questo non limitandosi a pubblicizzarlo o storicizzarlo ma svelando il mestiere del fumetto e i professionisti che ci lavorano. Svelando come nasce una sceneggiatura, come si arriva a una tavola. Come nascono dei progetti editoriali. Come vengono distribuiti e che rapporti intercorrono tra autori/editori/appassionati.
E la prima reazione qual è?
Lamentarsi che non c'è il nostro personaggio preferito e che si parli di fumetti "vecchi" (?) e che si perpetri l'idea che siano solo roba per nostalgici (?).
Continuiamo così, facciamoci del male.

MarPlace ha detto...

Mah, io sono molto contento che sia stata fatta questa trasmissione, e non vedo niente di nostalgico e robe simili.
Mi par strano solo che, nella programmazione di quella che, speriamo, possa essere solo una prima "stagione" manchi il personaggio italiano forse più conosciuto nel mondo assieme a Tex, (appunto) Corto Maltese.

Cioè, posso capire che si tratti di Tex, Valentina, Diabolik, ma preferire Nathan Never o Martin Mystere a Corto Maltese (benchè siano fumetti comunque molto importanti nella storia del fumetto italiano) mi sembra un azzardo.
Oh, poi eh, sia chiaro, questa trasmissione è tutto oro che cola.

Che ci sia o non ci sia l'opera di Pratt frega poco, la trasmissione la seguirò comunque.
E' giusto per fare il precisino del menga :P

Drugo ha detto...

Mi sembra assurdo lamentarsi per un'operazione tanto lodevole. E poi Tex, Diabolik, Dylan Dog ecc. sono delle icone del fumetto, anche se conosciutissime.
Se giro canale mentre parlano di Tex o Diabolik evidentemente il fumetto non mi interessa.
Basta con 'sto essere di nicchia per forza, sennò chiediamo di fare una puntata su Akim. E soprattutto basta con le critiche senza che nemmeno la prima puntata sia andata in onda!

Ultimus! ha detto...

Colpisce che non ci sia Alan Ford, Corto Maltese, Rat-Man... però si John Doe.
Non sarà mica il tipico modo italiano di andare avanti tra conoscenti, di fare gruppo tra i conoscenti?
Poi, vabbè, se uno gli piglia la trollagine, la porta avanti fino in fondo, commentando la BGM.
Che, cioè, soprattutto nelle comunità nerd, non c'è niente come musica libera e che si discosta dal coro, dal provincialismo della mucica leggera italiana, come il Metal e le sue diramazioni! Tutta la musica alternativa, il rock alternativo, il punk degli ultimi 20-30 anni, non esiste.
Perchè, comunque, prevede veramente un guizzo indipendente, mentre il Metal, che pur ha molto cuore, è comunque una musica un po' ottusa.

Franco M. ha detto...

Manca una delle persone più colte del mondo del fumetto: Carlo Ambrosini!

stefano.passeri ha detto...

Bellissima notizia. L'unica cosa che mi fa strano è la durata di ogni puntata...voglio dire 30 minuti a personaggio ok ma se intervengono ogni volta un sacco di persone diventa un po forzato no? Non so, come mai non hanno puntato sull'oretta o almeno sui 45 minuti per dare più largo respiro??? Comunque sono curioso di vederlo, il programma.

kingsimon ha detto...

ma e' proprio in virtu' del uscire dalle nicchie che dico cio' che dico, ed e' proprio a chi non si interessa di fumetti che una trasmissione del genere dovrebbe essere rivolta. caro telespettatore, lo so che per te il fumetti sono il topolino e il tex willer, ma guarda un po' potresti trovare qualcosa che ti piace un casino, potresti trovare il racconto della tua vita, ma per motivi oscuri ai piu' ti e' stato omesso che il fumetto e' un mondo vario e variegato, con storie di larghissimo respiro , in cui si trattano tantissimi argomenti , in tantissimi stili e per tantissime fascie di eta'.....solo che tu non lo sai, tu sai solo che c'e' il diabolik il tex viller e il topolino, se hai meno di 50, sai che esistono anche i supereroi e i manga, che una mia amica e' esperta che cia tutto kissmilicia.
e facendo una trasmissione che non fa che sottolineare il fatto che il fumetto esiste solo in quel mondo li', quello dei " grandi miti del fumetto" come se non ci fossero grandi miti, ma neanche piccoli, ma che dico dei non miti, semplicemente una forma di narrativa, non si fa blindare ancora una volta ed ancora di piu' un mezzo di comunicazione.

ivothor ha detto...

magari aspettare di vedere almeno la prima puntata prima di criticare o lodare non sarebbe una cattiva idea.

ivothor ha detto...

magari aspettare di vedere almeno la prima puntata prima di criticare o lodare non sarebbe una cattiva idea.

Ultimus! ha detto...

Effettivamente, questa trasmissione non arriva come un lampo a ciel sereno, tale da dar l'idea del "nuovo", ma come sempre l'idea che in Italia tutto arrivi posticcio e in ritardo. Il moltiplicarsi delle reti TV digitali, il successo affermato dei fumetto-film ai cinema, ha dato l'occasione per sbloccare finanziamenti in questo senso. Per questo una trasmissione così, non sembra così inaspettata.
Certo, c'è un eccessiva rappresentanza Bonelli (che è in un certo senso, anche partecipazione dell'edizione Bonelli al progetto, che è anche promozione di Bonelli), forse tra i Tex, Zagor, Nathan Never, Dylan Dog, forse il più compassato che poteva essere accantonato, ancora forse, alla volta di Frigdidare, di Pazienza, o semplicemente di Zanardi, è proprio il Buon Vecchio Zio Marty. Ma guarda un po', grande passione di Giacobbo. (ricordiamo vicedirettore di RAI 2)

Io vedrò la trasmissione con piacere, per la passione enorme che ho per il medium fumetto, ma c'è qualcosa di innegabilmente polveroso, in confronto alla movimentazione nuova che proviene dalla Rete, dove si sono mostrati fenomeni come certi autori fumettistici che ne emergonono, con anche imprevedili modi di commentare il fumetto, com'anche in blog nerdistici seguitissimi, con un approccio imprevedibile fino a pochi anni fa al commento all'argomento fumetto.
Si ha l'idea che l'impostazione di questa serie di puntate trasmetta -come in altri campi- il totale incartapecorimento e sordità rispetto ciononostante, all'onda che avanza e a nuove impostazioni che porta con sè.

kingsimon ha detto...

non ho bisogno di vedere la trasmissione, che quello che si ripromette di fare, probabilmente lo fara' benissimo, leggendo il programma e' evidente che non si parli del mondo del fumetto e di quello che il fumetto puo' fare( o non fare , sia chiaro) ma si parli solo di quello che la gente si aspetta dal fumetto, gli si dia solo quello, e mi raccomando nessuno esca dal seminato che magari a qualcuno gli viene il dubbio e la curiosita' di approfondire il discorso e scoprire che di fumetto non sa un'acca....e non e' nemmeno una questione di ritardo, e una questione di non fare nulla.
e' come fare un trasmissione di musica e parlare solo di rolling stones, che viva i rolling stones, ma c'è tutto un mondo, che la gente , non solo non conosce ( e ci mancherebbe altro, che non e' necessario, per quanto auspicabile, ) ma propeio non sa che esiste, non ha idea che i fumetti escano dalle quattro cose che sa.......mentre è tutt'altro che cosi!!!!

RRobe ha detto...

Sorpresa, Simon: io condivido -in linea di massima- quello che dici. MA, io e te siamo dalla parte di chi il prodotto lo fruisce. E, non solo, non siamo spettatori casual, siamo appassionati della materia trattata. Dall'altra parte della barricata c'è chi il prodotto lo fa e cerca di venderlo. E ha pressioni che nemmeno ti immagini, e deve fare compromessi per riuscire a fare una cosa comunque fià inedita di suo: far parlare del fumetto, per quasi trecento minuti, la televisione generalista. Questo Fumettology è già un grande risultato. E un inizio. Dagli tempo e sostienilo. E magari, alla tredicesima puntata, non si parlerà dei Rolling Stones ma di qualche gruppo indie. Fermo restando, che io i documentari sui Rolling Stones li vedo sempre con piacere.

loradelconto ha detto...

Alla fine avete un pò tutti ragione. Un programma che farà bene al fumetto ma che farà più bene alle vendite delle testate a cui sono dedicate le puntate. Le regole dell'italietta si applicano dappertutto. Intanto guardiamocele!

kingsimon ha detto...

probabilmente e' cosi.....speriamo bene, speriamo almeno che tutto questo possa diventare un dialogo con l'opinione pubblica e non pseudo amarcord fine a se stesso

loradelconto ha detto...

certo avere inserito john doe e non rat-man ( e credo che in questo lo stesso autore concordi) è scandaloso.

RRobe ha detto...

Cento numeri. Dieci anni di pubblicazione che hanno generato quello che hanno generato. No, JD sta bene dove sta. Ma ci sarebbe dovuto essere anche Rat-Man. Assolutamente.

RRobe ha detto...

Qui una lunga intervista agli autori che rispondono ad alcune delle domande che avete sollevato.

http://www.nontistavocercando.it/2012/12/20/fumettology-intervista-agli-autori-del-programma/

Engelium ha detto...

in linea di massima direi che kingsimon ha centrato pienamente il punto (e anche RRobe in effetti concorda)... però è un primo passo... secondo me troppo poco coraggioso e destinato ad avere poca fortuna (un documentario su fumetti vecchi, trasmesso su RAI5, in seconda serata? Uh, sfonderà nei sondaggi auditel)

personalmente avrei preferito di gran lunga 5 miseri minuti a settimana su un canale "più in vista", magari prima di cena, ma visto che al momento questo è il massimo che si riesce a ottenere pazienza... cerchiamo di supportarlo come si può

Viviana Boccionero ha detto...

Q*rbet, RRoby!

Personalmente avrei preferito di gran lunga 5 miseri minuti a settimana su un canale "più in vista".


(Scusa, ho sgarrato post. Fumettology, su LaSetta. Accorrete innumeri.)

RRobe ha detto...

Per Engelium: quei fumetti che tu chiami vecchi, fanno il 90% del venduto dei fumetti in Italia. E bada, in Italia di fumetti se ne vendono davvero tanti.
Ma sì, hai ragione: avrebbe avuto mooooolto più senso una trasmissione di 5 minuti, magari su qualche fumetto sconosciuto.

Engelium ha detto...

se non si capisce come leggere quel "vecchi" non vale neanche la pena discutere eh...

PS
ricordi quel discorso che faceva "lo scrittore atomico" riguardo a come, secondo lui, andrebbe creata una cultura meno razzista verso il fumetto? quella storia che alla fine son riusciti a convincerti che bere vino è per palati fini e non per ubriaconi? ... ecco sta tutto lì anche secondo me... poi liberi di sguainare le spade al primo termine fuori posto se si parla di quei fumetti storici (va meglio?)... ma io, fatemi causa, amo leggere sia quel vecchiume che robe totalmente diverse come JD, comics ammerigani, manga, manwa e via discorrendo... ecco per tornare a quel discorso che, magari, si potrebbe mostrare a "quelli là fuori" che ci sarebbe qualcosina in più dei giornaletti che leggevano da piccoli sul cesso dell'amico ...

Ultimus! ha detto...

È sopratutto una forte vetrina per Bonelli. Mai successo che progetti che partono da così lontano, abbiano poi la possibilità di proporre in seguito il nuovo; poichè non è nella loro radice originale. Tutti quelli che la propongono così, poi non la mantengono.
Ma sono proprio le produzioni RAI che NON possono, e non potranno mai dare di più.

È viziato in tutto, dal fatto che possa trovare spazio un qualcosa di fortemente sconosciuto al grande pubblico come Max Fridman che, con tutto il rispetto per Giardino e per il suo tratto fantastico, ha la freschezza di una pera cotta, però è un prodotto ancora in vendita, e perciò appare a differenza di uno Sconosciuto di Magnus.
L'impostazione per chi c'è, è chiara: c'è un prodotto di Silver che da 3 decenni è interessato mostruosamente al lato marketing del suo personaggio, per questo c'è la puntata su Lupo Alberto ma non su Bonvi e le Sturmtruppen.
Non oso immaginare, per quanto siano sicuramente videomaker di passione ed entusiasmo, che """"""""""selezione"""""""""" possano aver affrontato i giovani creatori stessi del programma, se non qualche maniglia gigantesca per accedere in RAI. Di per sè, non mina la loro bravura, ma pensare che questi giovani creativi, abbiano dentro covato, il guizzo al momento giusto per fare una puntata su Massimo Carnevale che fa le cover di Y, l'Ultimo Uomo, con quello che è questo fumetto e per come lo si racconta, non fa parte probabilmente del loro DNA, che ha bisogno esperienze tempranti diverse da queste per -all'occasione- dare una zampata.

RRobe ha detto...

Per Engelium: no, per me non va bene nemmeno "storici". E non te lo sto dicendo con tono polemico.
Quei fumetti sono l'oggi. Quello che trovi in edicola. Quello che vende e fa il mercato. OGGI. Come Spider-Man negli USA. Che ha cinquant'anni ma è ancora l'oggi di quella nazione.

Poi, ripeto: io concordo. E' una scaletta che concede tanto al "sicuro" e poco al "rischioso".
Ma è un inizio e come inizio (e lo dico avendo visto le puntate), è ottimo.

RRobe ha detto...

Per Ultimus:
a me stupisce quante cose sapete su gente che non avete mai visto e sentito prima. Sinceramente.

Engelium ha detto...

se vogliamo appellarci ai leziosismi, io allora ci vedo almeno un titolo storico :P

PS
scherzi a parte, no dai per me son storici e basta, nonostante OGGI possano anche vendere più di qualunque altro fumtto al mondo (per DYD anzi è così giusto?)... così come son storici romanzi come I promessi sposi ma che trovi tranquillamente in una libreria... tanto pour parler :)

Isaia Maccali ha detto...

mi sono perso l'inizio della puntata ma me la recupererò...
è vero, non è un programma che osa, ma è una scelta più che comprensibile, soprattutto se fatta con al qualità che ho potuto vedere... di fumetti di cui parlare ce ne sono a chili, e a dargli tempo di sicuro qualcosa verrà fatto...
complimenti!

Drugo ha detto...

Come ha detto Rrobe, cominciamo a sostenere la trasmissione guardandola. Io l'ho vista ieri è mi è piaciuta molto. Credo che se questo progetto avrà un buon riscontro riscontro potrà essere la prima breccia che i fumetti hanno nel mondo generalista. Dopodiché, se la qualità delle puntate si manterrà sui livelli visti ieri, probabilmente ci sarà spazio per una seconda serie, dove parlare magari di Moebius, Pazienza, Bilal, o magari fare degli speciali più corposi sui diversi generi. Per il momento ribadisco che l'idea e la sua realizzazione mi sembrano lodevoli.

Engelium ha detto...

vero, la puntata è stata molto carina effettivamente (Tito sembrava un po' impacciato o è una mia impressione?) ... ma resto dell'idea che sia sempre un prodotto, non solo lontano dal pubblico generalista (ahimè), ma addirittura diretto unicamente agli iperaficionados (che ne godranno senza dubbio)

vediamo come procede :)

Ultimus! ha detto...

@RRobe

Sono uomo di mondo;)

Leggo ben più cose tremende di quello che scrivo io in Rete, anzi sfortuna tua, vedo che spesso attrai gente ben criticabili; più di me forse;)

Gli ambienti sono "ambienti", e in qualunque ambiente, sono abituati ai "caro, caro", a rapporti gestiti così "che ingurgitiamo a grandi sorsi le bugie che ci lusingano, e beviamo a piccole gocce le verità che ci fanno male".
Una mia amica tedesca, dice che una delle cose che più la stupisce della cultura italiana, è che in Germania se sei un amico, dici le cose come stanno, qua è qualcosa che ti provoca delle reazioni di astio.
Non prendertela a male, sono solo parole.

Luigi Siviero ha detto...

"scherzi a parte, no dai per me son storici e basta, nonostante OGGI possano anche vendere più di qualunque altro fumtto al mondo (per DYD anzi è così giusto?)... così come son storici romanzi come I promessi sposi ma che trovi tranquillamente in una libreria... tanto pour parler"

L'esempio non sta in piedi. I promessi sposi è stato scritto nel 1800. I Tex e Dylan Dog inediti nel 2011.
Non sono fumetti vecchi che vengono riproposti. Sono più nuovi di Gipi, Death Note e Ultimate Spider-Man vol. 1.

michele petrucci ha detto...

A me è sembrato un buon prodotto tradizionale.
Ma ambizioso non direi proprio… che ambizione avrebbe?

Giuseppe Zironi ha detto...

Trasmissione imperdibile.