28.12.12

PREMI ASSO 2012 - categoria FUMETTO -


Ed eccoci arrivati di nuovo all'appuntamento con i Premi Asso.
Scherzosa (ma fino ad un certo punto) classifica, in cui mi diverto a segnalarvi il meglio dell'anno appena trascorso. Rispetto alle passate edizioni (che trovate QUI) ho rivisto qualche categoria e ho eliminato qualche premio di interesse relativo. Rispetto alle edizioni precedenti, quest'anno i premi verranno divisi in più post.
Cominciamo con i premi dedicati al FUMETTO.






CATEGORIA: FUMETTI


MIGLIOR FUMETTO PUBBLICATO IN ITALIA DEL 2012
Scelta difficilissima perché tre titoli, in particolare, mi hanno rubato il cuore. E lo hanno fatto in maniera molto diversa. Al punto che ho deciso di premiarli tutti e tre con un triplo ex-aequo.

Il primo è questo:

NONNONBA
di Shigeru Mizuki, edito da Rizzoli Lizard.
Shigeru Mizuki è uno dei grandi maestri del fumetto giapponese. Il suo Kitaro dei cimiteri è un'icona, in patria, al pari di Doraemon. Questo libro, pur esplorando un contesto simile a quello della sua opera più famosa, se ne discosta per il tono meno avventuroso e più intimo. Una lettura leggerissima ma, al contempo, pregna di significato e poesia. E, oltretutto, è divertentissimo. Uno dei fumetti da leggere per forza.


Il secondo titolo, invece, è tutto italiano.
Si tratta di questo:

SWEET SALGARI
Anno straordinario questo per Paolo che con questo volume e con il romanzo a fumetti Bonelli, Il Pianeta Perduto (su testi di Antonio Serra), dimostra di essere non solo uno degli autori più bravi e versatili del settore, ma anche l'unico vero erede spirituale di una tradizione fumettistica a cavallo tra grande arte e grandissimo mestiere, di cui Magnus era il migliore esponente. Sweet Salgari è una bella storia, raccontata molto bene e disegnata ancora meglio ma, soprattutto, è una cristallina dimostrazione delle potenzialità del linguaggio fumettistico. La sola passeggiata finale di Salgari verso la sua morte, vale il prezzo del volume.


Il terzo titolo è francese e si tratta (per ora) di due volumi:


I SEGRETI DEL QUAI D'ORSAY - Cronache diplomatiche
di Blain e Lanzac, edito da Coconino Press.
Finalmente il tratto e la maniera di raccontare di Blain al servizio di una grande, grandissima storia.
La politica come non è mai stata raccontata e come dovrebbe essere raccontata sempre.
Un protagonista tra i più carismatici e complessi che si siano visti negli ultimi anni. Una storia che parla a infiniti livelli, un esempio di come si dovrebbe fare i fumetti quando si ha la pretesa di raccontare il mondo, alla faccia di tanto insipido "comics journalism".
Capolavoro assoluto.



MIGLIOR SCENEGGIATORE PUBBLICATO IN ITALIA DEL 2012
Lo ammetto, il Batman di Snyder mi ha divertito come da tempo non faceva un fumetto di supertizi. E anche l'Action Comics di Morrison non mi è dispiaciuto. Fumetti solidi, ben strutturati e capaci di intrattenere con intelligenza e ritmo. Ho però il concreto sospetto che mi siano sembrati particolarmente buoni perché il resto della produzione USA, in ambito di fumetto mainstream, è desolante (non fatemi pensare a cosa la Marvel sta facendo al povero Spidey, proprio in questi giorni). Certo ,nelle produzioni indipendenti a stelle e strisce si trovano delle cose molto interessanti (personalmente sto apprezzando molto Saga Hell Yeah) ma la maggior parte non è pubblicata nel nostro paese e poi, nulla di quanto ho letto mi ha dato l'idea di quella struttura, solidità e grandezza che pretendo da un prodotto sopra la norma. 
Non che l'offerta del Giappone sia stata tanto migliore, sia chiaro. Tanti manga inutili e la solita nuova (ma non più tanto, ormai) generazione d'autori a fare la differenza nel mucchio di indistinti.
Nemmeno per quello che riguarda l'Italia ho tantissimo da segnalare. La qualità media dei nostri fumetti, popolari e non, è sempre piuttosto alta e contraddistinta da un forte mestiere, ma di roba che mi ha fatto eccitare non mi ricordo di averne letta. Roba bella e solida, sì. Eccitante, no.
 Ergo, il premio lo diamo a qualcuno che nemmeno esiste: Abel Lanzac.
Che è lo pseudonimo dietro cui si cela un diplomatico francese che ha deciso di raccontare la politica del suo paese attraverso lo strumento del fumetto. Il risultato sono i due meravigliosi volumi di cui vi parlo poco sopra.



MIGLIOR DISEGNATORE PUBBLICATO IN ITALIA DEL 2012
Sia chiaro che ho deciso di prendere in considerazione solo autori in attività con pubblicazioni nuove. Che, altrimenti, si fa presto a premiare Moebius e tutti a casa. 
In questo caso non ho dubbi, il premio va ad Andrea Accardi. E no, non me ne frega se qualcun dovesse dire che la mia è un'opinione di parte: non è colpa mia se ho l'opportunità di lavorare con alcuni dei migliori talenti sulla piazza. Andrea, con La Redenzione del Samurai, non solo ha saputo stupire me (che già lo conoscevo benissimo e credevo di sapere cosa fosse in grado di fare) ma ha lasciato di stucco il fumetto italiano tutto. E vi assicuro che il prossimo volume è ancora meglio del primo.

MIGLIOR AUTORE ITALIANO DEL 2012
Un solo nome, scontatissimo.
Ma come si fa anche solo a pensare a qualcun altro, dopo un anno come il suo?


MIGLIOR CASA EDITRICE ITALIANA DEL 2012
Non è che ci sia una possibile scelta.
La Bonelli è stata molto coraggiosa con Le Storie, questo è indubbio, e gli ottimi risultati di vendita l'hanno ricompensata. Ma è pure vero che il 2012 è stato un anno di transizione, sia sotto il punto di vista emotivo che sotto il profilo produttivo per la casa editrice di Via Buonarroti, e la cosa  ha comportato una certa stasi nella proposta e nella comunicazione della stessa. Del resto, nei prossimi tre anni succederà di tutto e quindi, va anche bene così.
 Anno complicato per l'Aurea, invece, che sembra aver perso il filo del suo discorso editoriale. Tante proposte di natura (e qualità) molto diversa. Poca, in alcuni casi pochissima, cura e attenzione. Buono Metamorphosis ma, per il resto, l'Aurea sa fare di meglio di quanto visto nel 2012. Speriamo (tanto) in Long Wei.
La Panini continua come ha sempre fatto, confermandosi come una grande casa editrice specializzata nell'impachettare cose realizzate da altri. Forse però, la proposta avrebbe bisogno di una rinfrescata, almeno sotto il punto di vista grafico-editoriale. Merito comunque alla casa editrice di continuare a dare a Leo Ortolani la libertà di fare quello che gli pare e di aver confermato la seconda stagione di Nirvana. 
L'Astorina fa Diabolik. E lo fa benissimo, sia chiaro. Ma sempre e solo di Diabolik si tratta. 
Il prossimo anno esordisce anche DK. Che è sempre Diabolik, tanto per cambiare, ma è diverso. 
La Star, dopo una stagione vivace per quanto confusa, pare aver tirato i remi in barca e ora il destino della sua produzione italiana pesa tutto sulle spalle di Martina e del Davvero di Paola Barbato. Io tifo per loro, ma non riesco a capire perché non si sia dato seguito a prodotti di qualità come Dr. Morgue.
La Lion ha la mentalità di una squadra provinciale che gioca per la salvezza quando in squadra ha dei veri campioni del mondo.
La GP ci ha provato. Timidamente e con non troppa lucidità, magari, ma ci ha provato. Ha avuto la bella intuizione dei bonellidi con materiale francese (inspiegabilmente sospesi a fronte di risultati economici positivi). Ha mandato A Panda Piace in edicola. Ha trasformato Harpun in un fumetto di quelli stampati sulla carta. Poi si è fusa con  BD-Jpop e insieme sono diventati il primo polo dei "manga stampati un tanto al chilo che, tanto, se vendono tremila copie a titolo ci guadagniamo comunque!" Contenti loro, contenti tutti.
La Coconino Press ha pubblicato tanto materiale di altissimo livello, quest'anno. Ma non lo ha detto a nessuno. La casa editrice, dopo essersi distinta per anni come la prima ad aver capito l'importanza di un ufficio stampa e di una buona comunicazione, oggi sembra essersi completamente persa, sotto questo punto di vista. Colpa di Fandango? 
E a proposito di Fandango, al suo album di figurine editoriali si è aggiunta anche la Becco Giallo, casa editrice caratterizzata da una forte identità ma anche da una perenne discontinuità nella qualità dei suoi volumi. Speriamo che si facciano bene a vicenda. 
Molto buono il lavoro di Rizzoli-Lizard. Oggi la casa editrice vanta alcuni buoni autori italiani e un bel catalogo di titoli internazionali e ristampe. Anche loro però, mancano clamorosamente sotto il profilo della comunicazione e tante belle proposte sembrano gettate in pasto al mercato tanto per farlo. E' un peccato.
Bene, benissimo anzi, la Salda Press. Che forte del successo televisivo (ed editoriale) di The Walking Dead, non solo solidifica la sua posizione ma, ambiziosamente, rilancia in edicola. Bastò un Corvo a creare la Magic Press. Spero davvero che TDW faccia in modo di trasformare quello che era un piccolo editore in una importante realtà editoriale.
Sempre nel club di quelli che stampano tante belle cose senza dirlo a nessuno, ci mettiamo pure la Comma 22 di Daniele Brolli. Un catalogo pieno di fumetti davvero belli, e nessuno che ne parla neanche di striscio. Inspiegabile. 
Al contrario, invece, la NPE è stata una casa editrice che quest'anno ha saputo far parlare dei suoi prodotti. Che sono belli (in particolare il monumentale saggio dedicato alla Disney) e piuttosto vari. Il problema, in questo caso, è però nella distribuzione, non ancora puntuale e capillare come si dovrebbe (davvero penalizzanti i ritardi nella disponibilità delle nuove proposte su Amazon, per esempio). 
Il resto della ciurma editoriale italiana si muove in quella linea grigia che sta tra il fare cose più o meno belle e il non saperle promuovere o vendere.
E quindi, a conti fatti, il miglior editore italiano del 2012 non può essere che...


 ...la Bao Pubblishing, che ha già primeggiato l'anno scorso. Ottime edizioni, un catalogo sempre più ricco, tanti autori (tra cui Zerocalcare), una straordinaria strategia di vendita attraverso canali ancora sfruttati poco dal fumetto italiano (leggasi: Amazon) e, in generale, un dinamismo e una vitalità notevoli, domati da una visione chiara di chi si è e di dove si vuole arrivare.


BLOG FUMETTISTICO PERSONALE ITALIANO DEL 2012
E' concepito e portato avanti come un blog nato una generazione fa. Non ha nessun integrazione con i social network, non ha tasti di condivisione, non ha tasti "mi piace", non ha una grafica dinamica e non è nemmeno particolarmente bello a vedersi. Persino il suo indirizzo è sbagliato, in termini di traffico web. Ma i suoi contenuti sono senza eguali e lo rendono, in assoluto, una delle mie letture preferite sul web. Ovviamente, sto parlando di QUESTO BLOG QUI.


BLOG-SITO FUMETTISTICO ITALIANO DEL 2012
L'anno scorso avevano fatto bene. Quest'anno hanno fatto meglio, aumentando la frequenza degli aggiornamenti e la loro qualità complessiva. Contenuti approfonditi e puntuali, punti di vista vari, scrittura impeccabile. Stiamo parlando di LORO.

Per il momento è tutto. Più tardi parliamo di cinema, videogiochi, serie televisive, porno, musica e altro.








19 commenti:

Ultimus! ha detto...

I prezzi. Sempre i prezzi. Se li possono tenere in magazzino i fumetti. So i costi di produzione, so tutto, ma (ancor più in quest'infinita Crisi) non si possono spendere, io non spendo, dai 15 ai 20 euri, per aver voglia di saggiare, o per stimolare solo una sfaccettatura dei miei gusti, che però merita d'essere ampliata. Si va sul sicuro nell'acquisto, con bassissima possibilità di sperimentare, sapendo (purtroppo, è la dura realtà) che il prodotto italiano, vagamente di produzione indie, sarà meno appetibile, più ostico, di un progetto, ad esempio "non mainstream" americano, che però ha dei coefficienti d'intrattenimento e scorrevolezza per il pubblico (che un fumetto per quanto bello, lo devo leggere comodamente sul cesso), rispetto a quello che deciderà di pubblicare e/o produrre la Lizard, la Coconino, la Hazard. Come esempio americano, mi viene in mente Chew.
Nessuno però potrà mai superare la vergogna della Hazard, che tipo 15 anni fa metteva i volumetti di Black Jack a 9 euro! Nessuno. Forse la SaldaPress con l'Uomo Tigre a 10 euri l'uno, un decennio fa.

Del resto non so, parlo di cosa un po' conosco. Zerocalcare mi fa sempre più ridere, e lo apprezzo sempre un po' di più, ma solo conoscendolo via Web. Sono sicuro che i suoi volumoni, presenteranno una capacità di scrivere più ampia, come detto da tutti, e prima o poi li leggerò (quando costeranno tipo poco!), ma purtroppo, accanto alla genialità di commentare cose che anch'io ho vissuto, che fanno parte del retaggio di ogni appassionato manga/comics/anime/ecc., mi continua a puzzare ancora come "commentatore della vita ovvia".
Cioè, penso a Geppi Cucciari o Luciana Litizzetto, mi scusi Zerocalcare per l'accostamento infelice. Donne intelligenti, svelte di cervello, che fanno davvero ridire... ma i temi su cui usato il loro arguto cinismo... sono temi da Novella 2000... non saranno mai la migliore Sabina Guzzanti.

nsergio ha detto...

Chi fa parte della nuovamaneanchepiùtanto generazione di autori giapponesi? Asano Inio? E chi altro?

The Jabberwock ha detto...

Mi aspettavo due o tre parole spese per Saga [Image/Bao], nella sezione dedicata al fumetto americano. Secondo me, a livello di sceneggiatura, è la serie più ponderata e riuscita di quest'anno. Seguito mensilmente in spillati il lavoro di Brian K. Vaughan e Fiona Staples riesce a essere ancora più piacevole, vista la monumentale serie di cliffhanger mandibola-a-terra inanellati consecutivamente.

Mi segno invece la serie di Blain e Lanzac, che non conoscevo. Concordo su A. Accardi.

RRobe ha detto...

Saga l'ho letto un paio di giorni fa. Mi è sembrato, come dicevo, un ottimo fumetto, però ancora "piccolo", non so spiegarmi meglio.

Massy ha detto...

daccordissimo su tutto cavoli!

Djo! ha detto...

spezzo una mezza freccia a favore di una Marvel che nel nuovo corso lascia (per ora ?) molto a desiderare ma può ancora vantare l'Hawkeye di Fraction e Aja (magari è ancora "piccolo" ma di un piccolo che ha il vino buono) e il Daredevil di Waid e Samnee (anche qui piccolo ma onesto).

RRobe ha detto...

Per Djo! Sni.
Nel senso che Hawkeye è una buona serie, ma sembra che la Marvel abbia scoperto oggi i fumetti Vertigo. E Daredevil è una serie godibile ma davvero piccola piccola come intenti, ambizioni e visione.

Djo! ha detto...

corretto, ma più vedo quello che fanno a Iron Man e ai Vendicatori più apprezzo queste piccole sacche di resistenza, e ci metto anche gli FF di Fraction e Allred.
Per Spider-Man trovo che quello che hanno messo in scena con Slott sia più riuscito di quanto non sarebbe sembrato ma sul quel fronte sono ancora a dita incrociate.

CREPASCOLO ha detto...

La Marvel ha scoperto la Vertigo nella prima metà degli anni novanta ( il brand Vertigo è del 1993 ed arriva dopo nove anni di fumetti for mature readers partiti con la famosa lezione di anatomia di Moore ). Il primo fumetto in stile vertiginoso - se tralasciamo l'esperimento dei super eroi di Clive Barker - è lo Hellstorm di Nieves/Bair prima e di Ellis/Gross/Manco poi. Anche nel 2099 la Marvel tenta la via Vertigo con cartoonists non mainstream ( D'Israeli, Bob Fingerman, Wood, Baker ), ma è con il Man Thing di DeMatteis /Sharp
( Satana di Ellis non esce per prb di censura ed il Werewolf di Manco nemmeno arriva da noi ) che la Casa delle Idee rinuncia a provare a lanciare comics che abbiano la profondità di quelli della gestione Karen Berger e l'impatto visivo di quelli della Marvel post Image ( sono gli anni dei Kubert bros, di JR jr, di Bachalo, Mad e Ramos ). Peccato, secondo il mio modesto e sindacabilissimo parere, perchè anche il premiatissimo DD di Bendis/Maleev è Vertigo-oriented nel bene e nel male ( a volte, guardando le pagine sempre uguali a se stesse di Alex rimpiangevo la run di DeMatteis/Wagner/Reinhold ).
Nei tanto criticati anni novanta, negli USA si stava arrivando ad una terza via ( le cose della Bravura ed alcune della Tekno , per esempio ), ma è tutto svanito come lacrime nella pioggia e ora ci ( mi ) tocca scegliere tra i colpi scena del ragno ( degni del film Bolle di Sapone ) e cose corrette e secchioncelle come la maxiserie degli Un-Men.
Nulla di male, ma mi mancano gli Starslammers, 'Breed e Mike Danger!
Pazienza.
Buone feste.

conversazionisulfumetto ha detto...

grazie roberto, ancora!

auguri!

AQ.

Tommaso ha detto...

Quotone su Accardi, NONNONBA e SWEET SALGARI. Bacilieri ha pubblicato anche il fantastico ADIOS MUCHACHOS dove, tra le altre cose, si è riconfermato gran disegnatore di grandissime fiche.
Ottima la dritta sui francesi.

Mitch ha detto...

Scusa robe ma quindi confermi pure tu che la gp ha sospeso i "bonellidi"...solo manga?... che tristezza... dammi un feed se puoi!

RRobe ha detto...

L'ho scritto! Ma poi, poi, è notizia risaputa.

Mitch ha detto...

Non ci posso credere... altro che classifica case editrici. Dopo la STAR COMICS ora anche la GP è entrata nel mondo dei "traditori" testate, neanche tanto scarse, pubblicate senza poi un filo di commento sul mancato stop. Da giorni commento sul fb di Gp ma ovviamente nessuna risposta. Ho come l'impressione che la cosa danneggerà e non poso il loro mercato. Mi spiace. I prodotti erano assolutamente di valore (Durango, Comanche, ma anche tanti altri...). Bhà no comment. Grazie Roberto. P.s. complimenti per questo tuo stupendo 2012!

Andrea Accardi ha detto...

Un premio, e mica poco,
un Occhio d'Asso!
grazie Robbi.

Buon 2013

Ultimus! ha detto...

Il materiale accostabile alla Al genere Vertigo, la Marvel arriva ancora prima forse, con la Epic Comics, anche se più che fumetto adulto, era interessata all'approccio indies del tempo (Dark Horse, First, ecc.), aggiungendo un concetto di comics di qualità. (Marshall Law, Silver Surfer: Parabola, l'Akira colorato da uno Steve Oliff ineguagliato)

I problemi GP, probabilmente sono d'accostare ai problemi più generali del Gruppo Preziosi, caso Genoa in testa.

ivothor ha detto...

dio santo come sono caduti in basso alla marvel.
http://www.comicus.it/news/item/54435-svelato-spider-man-superior
Una volta una storia del genere sarebbe stata a malapena degna di un "what if". :-(

henry angel ha detto...

Forse da "Saga" ci si aspettava più respiro epico e battaglie spaziali?
Talvolta Vaughan _ottimo sceneggiatore_ dà l'impressione di scrivere con già in mente di fare uno story-board di una eventuale riduzione (tele)filmica, attento ai limiti di budget del prodotto live action ; mortificando così la specificità del media fumetto.

Mirko ha detto...

Complimenti a Conversazioni, Bao e a tutti gli altri. Bella per tutti.