30.8.13

La Repubblica XL - settembre 2013 -

E' in edicola il nuovo numero di XL.

Al suo interno si continua a parlare del festival Hai Paura del Buio? che tante polemiche ha suscitato.


C'è un reportage sulla Doom Valley, dalla viva voce di un sopravvissuto (io).

E c'è la mia consueta rubrichetta dove, questo mese, parlo di Scarful.

E sì, se non ce la fate più perché di questi tempi Recchioni lo trovate pure nelle patatine, concordo con voi. Ma gira così, e fino a che dura, io tengo duro.

Diablo III - console edition - la recensione


E chi se lo sarebbe mai aspettato che Diablo III nella sua conversione per console avrebbe funzionato così bene?
Io. Io me lo aspettavo. E lo avevo pure scritto.
E il perché è presto detto: giocando (parecchio) al gioco nella sua versione per PC, mi ero continuato a ripetere che, specie con alcune classi di personaggi specializzati negli attacchi a distanza (come il Demon Hunter, per esempio), il gioco assumeva un aspetto così frenetico da somigliare più a un dual stick shooter (tipo Geometry Wars, per capirsi) che a un nuovo capitolo della saga punta e clicca della Blizzard.
Per non parlare del fatto che sul console la stessa intuizione ce l'avevano già avuta, alcuni anni fa, quelli della Crystal Dynamic con quel piccolo gioiello di Lara Croft and the Guardian of Light, che altro non era che un Diablo travestito da shooter.
Aggiungiamoci poi che i ragazzi della Blizzard hanno fatto un lavoro certosino sui comandi, che le modifiche fatte al menù dell'inventario sono comodissime, che è stato aggiunto un tasto che ci permette di svicolare via dalla mischia (e pure questa cosa sembra presa di peso da Lara Croft GoL), che è stata eliminata la fallimentare casa d'aste e che il sistema di multiplayer funziona da dio, sia in locale, sia online, e il risultato finale è che giocare a Diablo III per PS3 e Xbox 360 si è rivelata un'esperienza fresca e appagante anche per chi, come me, il gioco originale se lo è già spolpato per bene su PC.
Lati negativi? La grafica è meno bella che sul vostro computer casalingo (a patto che abbiate un buon computer casalingo), pur rimanendo di assoluto merito.
In conclusione, non avete mai giocato a Diablo III perché non giocate su PC?
Questa è l'occasione per recuperare.
Avete giocato a Diablo III su PC? Provate anche la versione su console. E' uguale ma pure del tutto diversa.
Non vi piace Diablo III? Date una chance a questo titolo, potrebbe sorprendervi.
Non sapete cosa sia Diablo III? Vi attende il girone degli ignavi e io non vi posso aiutare.




29.8.13

ORFANI n.1 - copertina -


Orfani N.1 - la copertina -
di Massimo Carnevale
Ti distrai un attimo e ti leakano la copertina.
Vabbè, visto che il danno è fatto, eccola qui.


Dylan Dog 326

liscia

impaginata



Dylan Dog n. 326 mensile
Sulla pelle
Soggetto e sceneggiatura: Bruno Enna
Disegni: Piero Dall'Agnol
Copertina: Angelo Stano

I disegni possono uccidere? È questo l’enigma col quale Dylan è alle prese quando a Londra si verificano una serie di omicidi compiuti da ragazzi i cui corpi sono completamente coperti da tatuaggi tribali. Per risolvere il caso, l’Indagatore dell’Incubo deve risalire all’inquietante figura del polinesiano Tehamaru e fare luce sul suo oscuro passato.

Elysium - la recensione -




Lo ammetto, in origine volevo dilungarmi molto su questo film. Parlare dei meravigliosi corti girati da Neil Blomkamp (li trovate QUI, QUI, QUI, QUI e QUI) parlare nuovamente di quel capolavoro di District 9, e poi analizzare nel dettaglio ogni aspetto di questa sua seconda fatica cinematografica.
Ma la verità è che i film, dopo che li hai visti, ti crescono e ti scemano dentro e capita che magari esci dalla sala esaltato e poi, nei giorni seguenti, ti rendi conto che il film non t'ha lasciato poi molto o, al contrario, capita che esci da un film con uno stato umorale tiepido ma che, nei giorni successivi, la pellicola ti cresca dentro fino a sovvertire il tuo giudizio iniziale.
E no, non sto per dirvi che su Pacific Rim ci ho ripensato.
(per quanto ritenga di essere stato frainteso: non ho detto "è il nuovo Guerre Stellari". Ho detto "sarà il nuovo Guerre Stellari per quelli che lo vedranno all'età giusta).

La questione su Elysium è semplice: ho visto il film più di due settimane fa ma, complice prima l'embargo imposto dalla distribuzione, poi una serie di riflessioni personali, ho aspettato fino a oggi (giorno dell'uscita nelle sale italiane) per parlarne.
Il perché è complicato.
Perché Elysium è davvero un buon film e Blomkamp continua a confermarsi come il miglior creatore di mondi futuribili e plausibili sulla piazza. Cinque minuti di film e, grazie a un meraviglioso mecha design e all'assoluta naturalezza con cui Blomkamp sa utilizzare gli effetti digitali, l'universo di Elysium diventa concreto e reale ai nostri occhi e non resta altro da fare che concentrarsi suoi personaggi e le loro storie.
E qui le cose sono un pelo meno interessanti.
Abbiamo il ragazzo dei bassifondi che, dopo un'adolescenza criminale adesso cerca di rigare dritto in un universo distopico in cui la Terra è diventata uno slum da incubo mentre la meglio società vive su Elysium, una stazione geostazionaria che orbita intorno alla terra (e che è identica all'Halo di Halo).
Poi c'è la giovane dottoressa che riga dritto da sempre ma che ha la figlia malata e vuole trovare un modo per portarla su Elysium, dove ci sono macchine in grado di curare qualsiasi malattia.
Non manca, ovviamente, il cattivissimo ministro della difesa che spara agli scafisti terrestri che cercano di approdare su Elysium e, nel frattempo, progetta colpi di stato dicendo cose come "il paradiso è protetto all'ombra delle spade".
E infine c'è Sharlto Copley, che si ritaglia un altro ruolo sgradevolissimo e eccezionale, nei panni di uno psicotico mercenario.
Il film funziona tutto: bella la regia, grandiosa la capacità di immaginare e rendere reale un futuro ad alto tasso di metafora, belle le interpretazioni di tutti (anche se Jodie Foster recita un poco con il pilota automatico), bello il ritmo, scritto con competenza e coerenza lo script.
Eppure, a ripensarci adesso, qualcosa, da qualche parte, non funziona come dovrebbe.
Blomkamp non rinuncia alla sua voglia di prendere a bastonate sui denti la nostra società attraverso lo strumento della fantascienza, ma questa volta ci riesce meno bene e con meno forza che con District 9.
Sarà che in questa pellicola c'è un eroe, o qualcosa di simile.
Sarà che questa volta c'è l'happy ending.
Sarà che, a tratti, sembra davvero di vedere Battle Angel Matt Damon.
Ma qualcosa funziona meno.
E, alla fine, ci si porta a casa solo un ottimo film di fantascienza invece di quel capolavoro (in senso assoluto, non come Pacific Rim) che avrebbe potuto essere.
Da vedere?
Assolutamente.
Anche più volte.
Ma non è ancora il Blade Runner di Blomkamp.
Ma arriverà. Ne sono sicuro.

23.8.13

Riddick - la recensione - PRIMA PARTE


Causa fraintendimento, la recensione di Riddick è stata pubblicata prima dello scadere dell'embargo imposto dalla casa produttrice. Il pezzo, comprensivo della seconda parte, tornerà online il primo settembre.
Nel frattempo, beccatevi un disegnino.

Fin chela barca va.


21.8.13

Presentare i vostri lavori.

Alcuni atteggiamenti di taluni aspiranti su Facebook mi danno l'occasione di riassumere e aggiornare i miei consigli su come si presentano i propri lavori quando si cerca di presentarsi come disegnatori.
Andiamo a cominciare:

LA PREPARAZIONE DI UN BOOK

1
Presentate materiale adeguato al vosttro interlocutore.
Se fate roba alla cartoonistica è inutile che la facciate vedere a qualche curatore di fumetto realistico, se fate porno non andate alle Edizioni Paoline, se fate realistico non presentatevi alla Disney.
Certo, potrete ottenere qualche parere o opinione, ma posso assicuravi che un curatore specializzato in fumetto realistico, raramente vi darà qualche consiglio utile su come migliorare il vostro stile cartoonistico, e viceversa.
Portare un book con materiale non adatto fa perdere tempo a voi e a quello a cui lo presentate.
Se nel vostro book trova posto materiale di vario tipo... fate più book. Uno dedicato al fumetto realistico, uno dedicato al cartooning e via dicendo. E presentate solo il book inerente al vostro referente.
Risparmierete tempo voi, risparmierà tempo il curatore e si eviteranno imbarazzi, fraintendimenti o consigli sbagliati.

2
Non mettete materiale di cui non siete convinti.
Non mettete roba nel vostro book solo per fare volume.
Se mettete un mucchio di roba che non vi convince pienamente solo per far vedere che avete lavorato tanto, state di nuovo facendo perdere tempo al curatore e a voi stessi.
Bandite le tavole non finite, quelle che avete fatto al telefono, gli esercizi e quanto altro.
La roba che sta nel vostro book deve rappresentarvi in pieno e al meglio.
Meglio meno roba ma buona che tanta morchia.

3
Un book deve colpire positivamente quando lo si apre e lasciare un buon ricordo quando lo si chiude.
Aprite con la vostra tavola migliore, chiudete con la vostra tavola migliore.
In apertura e chiusura è accettabile anche una pin-up o una illustrazione.
In mezzo però, ci devono essere le tavole di fumetto.
Cercate di non mettere mai le tavole più vecchie all'inizio e quelle più nuove alla fine.
Un curatore non è interessato alla vostra crescita (non principalmente, comunque) è interessato a sapere dove siete nel momento in cui lui vi incontra.

4
Non c'è bisogno di book di dimensioni enormi con tavole originali 50X70.
Anzi, a dirla tutta, non c'è bisogno nemmeno degli originali.
Basta un book piccolino, maneggevole, ordinato e con delle buone fotocopie.
Raramente le tavole dei disegnatori non ancora espertissimi sono "belle a vedersi". Di solito sono piene pecette, colpi di bianchetto e via dicendo e generalmente sono molto grandi.
Le fotocopie o delle buone stampate mascherano tutto questo e vi evitano di andarvene in giro per la fiera con una enorme e pesantissima cartellina. Anche un tablet è una buona soluzione.
Anche l'ordine è importante: un book ordinato è indice di professionalità.
Un book caotico è indice di trascuratezza o pigrizia.

5
Portate con voi sempre più fotocopie dei vostri lavori e segnate su queste copie un vostro recapito.
Se il curatore dovesse essere interessato al vostro lavoro, è molto meglio lasciargli in mano qualcosa di concreto per ricordarvi chi siete che uno striminzito indirizzo email
Qual giorno il curatore avrà visto un mucchio di gente oltre a voi e quando se ne tornerà a casetta la sua testa tenderà a pensare ad altro.
Se invece avrà le vostre fotocopie, c'è il caso che poi se le porti dietro e se le riguardi.


COME PRESENTARE UN BOOK

Ci sono tre vie:
- alle convention o agli incontri.

- via mail, Facebook posta ordinaria

- in redazione


ALLE CONVENTION O AGLI INCONTRI
La condizione ideale per presentare un book è in privato, in maniera da poter parlare tranquillamente con l'autore/curatore e avere la sua attenzione, fargli delle domande e magari ricevere risposte sensate.
Lo so, non è facile riuscirsi a ritagliare uno "spazio intimo".
Di solito si finisce ad allungare la propria cartellina al di sopra del bancone dello stand di qualche fiera, con il professionista distratto, stanco e scazzato e sotto l'occhio di un mucchio di altra gente, ma con un minimo di sbattimento e attenzione, questa è una situazione evitabile.
Un buon modo per far vedere il book è sfruttare gli incontri professionali (o, se volete, le "portfolio review").
Unica nota importante: questi appuntamenti di solito sono a numero chiuso.
Se non siete sicuri del vostro book, se non lo avete preparato in maniera professionale, o se non siete spinti da una reale convinzione... allora non mettetevi in lista.
Farete sprecare tempo a quello che deve guardare il vostro lavoro e magari ruberete il posto a qualcuno che invece si era preparato a dovere.
Se non sono disponibili degli incontri professionali, allora dovrete affidarvi alla vostra intraprendenza.
Una cosa che consiglio a tutti gli aspiranti è quella di conoscere quelli con cui si vuole parlare.
E intendo proprio dire che li dovete saper riconoscere se li vedete in giro.
Un autore/curatore non è un essere mezzo uomo e mezzo stand ma un banalissimo essere umano che, quando non sta dietro il bancone a firmare o a disegnare, capita che se ne vada in giro per la fiera.
Avvicinatelo e chiedetegli se, gentilmente, può dare uno sguardo al vostro lavoro.
Generalmente troverete una persona disponibile a guardare subito il vostro lavoro o che, alla peggio, vi indicherà il momento più opportuno.



VIA MAIL, FACEBOOK O PER POSTA ORDINARIA
Molti autori e curatori hanno un indirizzo mail o un profilo Facebook pubblico.
Il fatto che sia pubblico vuol dire che non hanno problemi a ricevere posta anche da persone che magari non conoscono.
Questo però non significa che la loro casella di posta sia una puttana.
Non mandate 5 giga di tavole scansionate senza prima mandare una mail di approccio in cui chiedete all'autore/curatore se è interessato a vedere i vostri lavori.
In caso di risposta affermativa, allora scatenatevi.
Ma dopo aver mandato il vostro lavoro, non iniziate a mandare due mail al giorno per chiedere risposta. I professionisti, di solito, sono sempre impicciati e hanno i loro tempi.
Se sono ben disposti, vi risponderanno sicuramente. Magari ci metteranno del tempo, ma lo faranno.
Una cosa fondamentale: l'educazione minima è gradita.
Discorso diverso per la posta tradizionale.
Non mandate il vostro lavoro agli indirizzi privati di autori o curatori.
Mandateli alla redazione e sulla lettera/pacco, scrivete chiaramente: "all'attenzione del signor tal dei tali".
Nella lettera allegate una vostra bio essenziale con i vostri recapiti.
Anche qui, non perseguitate l'autore/curatore per avere una risposta in fretta.


IN REDAZIONE
A molti sembra strano ma c'è pure la possibilità di telefonare a una redazione, fissare un appuntamento e andare a presentarsi direttamente.
E' un approccio molto professionale e impegnativo e, se non siete ASSOLUTAMENTE sicuri della qualità del vostro lavoro, non fatelo.
Ma se siete convinti di avere le qualità per lavorare con l'editore che avete scelto, allora non tentennate e fissate quell'appuntamento.


Ultima cosa: non telefonate a casa del curatore/professionista/autore/editore che avete scelto.
NON FATELO MAI.
Sembrerà assurdo ma è una cosa che ogni tanto capita.
Una volta un aspirante disegnatore mi ha chiamato di mattina presto e di domenica, per chiedermi lumi su come iniziare a lavorare.
L'ho mandato a quel paese e non mi sono neanche sentito in colpa.



COME COMPORTARSI QUANDO SI PRESENTA UN BOOK

Avete preparato per bene il vostro book, siete riusciti a ottenere l'attenzione di un qualche autore-curatore e ora il momento della verita.
Cosa fare?
il consiglio più diretto che vi posso dare è: state zitti.
Quando mostrate il vostro lavoro non c'è bisogno di giustificarlo o motivarlo o sostenerlo.
E' il vostro lavoro che deve parlare per voi.
Non adducete scuse del genere "queste son tavole vecchie...", "queste le ho fatte mentre ero in ospedale...", "queste erano belle ma il cane me le ha mangiate...".
Se voi per primi non siete convinti di quel materiale, allora perché lo avete messo nel book?
Non cercate di spiegare cosa quelle tavole significhino o a chi siano rivolte.
Se sono buone tavole, si spiegheranno da sole. Se sono brutte, che ci fanno nel vostro book?
Mostrate il book e state a sentire cosa vi dirà la persona a cui vi siete rivolti.
Non prendete tutto per oro colato (a tutti capita di dire immani cazzate) ma statelo comunque a sentire attentamente. Capita pure che arrivino buoni consigli.
Se il curatore non sembra interessato e vi liquida in cinque minuti, non insistete. E' inutile.
Forse non avete trovato una persona disponibile, forse non c'è spazio per voi o forse (e questa è la peggiore delle ipotesi) il vostro materiale non è interessante.
Non lasciatevi abbattere e andate da qualcun altro.
Quello che magari non interessa a uno, forse può interessare a un altro.
Se non interessa a nessuno, allora forse è il caso di mettere in discussione la bontà o il senso del materiale che avete proposto, prima di cominciare a dire che siete un genio incompreso ed emigrare.
Se il curatore sembra interessato, allora non mollatelo.
Chiedetegli cosa dovete fare per fare per iniziare una collaborazione, lasciategli le fotocopie del vostro lavoro con sopra scritti i vostri recapiti, informatelo chiaramente della vostra disponibilità e della vostra tempistica.
E, se ci riuscite, estorcetegli un indirizzo mail diretto a cui potete scrivergli per "tenersi in contatto" (frase magica che fa da preludio a una prossima collaborazione).
Un curatore è una persona che deve "dare i resti" a un sacco di gente e tende a essere distratto in certe faccende, voi non dovete esserlo.
Dovete stargli addosso (ma non soffocarlo), ricordargli chi siete e cosa fate e rammentargli che lui ha espresso interesse nel vostro lavoro.
Se davvero volete fare il disegnatore di fumetti, allora non mollate alle prime difficoltà e delusioni.
In questo mestiere servono il talento e la professionalità, ma pure la tenacia.
Per il resto... in bocca al lupo!


POSTILLA COMICA: dieci cose da non dire mai.

"Questi son lavori vecchi che non mi piacciono più."
E allora che me li hai portati a fare?

"Questa è una storiella breve ma in realtà fa parte di una saga fantasy di 10.000 pagine e ha una bibbia che mi ci son voluti vent'anni a scrivere. Se non le leggi, non puoi capirla"
Ne riparliamo tra altri vent'anni, ok?

"Sì lo so che sono principalmente illustrazioni ma il fumetto non mi piace."
Sciogliete i cani, per favore.

"Capisco che il mio lavoro sia diverso dal genere di fumetto che fate voi, ma pensavo che magari aveste deciso di pubblicare qualcosa di meno vecchio e noioso"
Gesù salvaci.

"No, le vostre cose non le ho mai lette ma mi son detto... proviamoci con tutti"
Almeno è sincero.

"Io però faccio manga"
Noi no.

"No, questi sono schizzi che ho fatto mentre ero al telefono... a casa ho della roba meglio"
E sta bene a casa.

"Ho cambiato la faccia del vostro protagonista perché è brutta"
Grazie.

"Pensavo di propormi come copertinista"
In effetti ne abbiamo bisogno.

"Queste sono le mie condizioni, non accetto altro"
La richiamiamo noi.


19.8.13

Vacanze finite. Cominciamo a fare sul serio.

Disegno di Davide Gianfelice, colori di Luca Bertelè.

TURBO - la recensione -


Sarò molto rapido.
Il film racconta di una lumaca che non accetta la sua natura e vuole correre in Formula Uno.
La sua famiglia e il suo gruppo sociale lo irridono ma ci si mette un incidente degno di Stan Lee e Turbo acquista una super velocità. A quel punto, grazie alla collaborazione di una famiglia i messicani cucina burritos e di un altro gruppo di lumache fuori di testa, Turbo realizza il suo sogno.
Non prima però di aver imparato ad accettare la sua natura.
Il messaggio "educativo" del film è confuso e poco convinto ma, tutto sommato, questa è la cosa migiore.
Il film è ,a tratti, divertente, venato da un inusuale vena comica piuttosto razzista e da un umorismo nero che sorprende (tutte le gag legate alla mortalità delle lumache). A conti fatti però, Turbo è un filmettino non brutto ma trascurabile che si segnala solo per il suo improbabile spunto di base e per il suo ancora più improbabile svolgimento. Sul piano tecnico, nulla da segnalare: la competenza e la cura minima che ci si aspetta dalla DreamWorks.
Da vedere in una arena estiva.
Il film esce oggi nelle sale.

16.8.13

Una questione irrilevante su Zagor.

ATTENZIONE: questo pezzo contiene polemiche da Internet. Se avete una vita, non leggetelo.

Dunque, oggi su uno dei due forum dedicati al personaggio di Zagor, è apparso il seguente messaggio scritto da Giuseppe Reina (Ramath) amministratore del forum stesso:

Cari amici, 
da stasera è stata soppressa la sezione Dylan DOG del forum ZTN
Le storie potranno essere recensite su un'apposito topic nella sezione FUMETTISSIMI.
La decisione è stata PRESA,dopo che sono stati esaminati,alcuni interventi su Facebook del sig.Roberto Recchioni,nuovo curatore di Dylan Dog,il quale senza titolo alcuno, ha invitato i suoi amici a "maileggereiforumdeilettoridizagor",definendo i suoi frequentatori "gente simpatica ma pure i peggiori talebani tradizionalisti,sgarbati e male informati del WEB".
Tutte gli scritti del Recchioni sono stati recuperati e saranno pubblicati su ZTN nei prossimi giorni.
Il forum ZTN si dissocia dalle "esternazioni" del sig.Recchioni che ritiene offensive,deleterie,arroganti e controproducenti per la testata ZAGOR che fa parte della medesima scuderia di casa Bonelli.
Cio' premesso,invita tutti gli zagoriani a dare una risposta al sig.Recchioni,in maniera educata,civile e leale come sa fare solo uno zagoriano e NON utilizzando i modi ed i toni propri del sig.Recchioni.
Il forum ZTN si riserva inoltre di trasmettere alla Casa Editrice Bonelli,copia di tutte le esternazioni del sig.Recchioni,al quale si richiedono "pubbliche scuse"

Buona serata,
ZTN


Ora, cosa è successo davvero?
E' successo che ieri, leggendo gli ennesimi messaggi di taluni (notare: TALUNI) utenti di alcuni forum zagoriani in cui si invitava a boicottare qualsiasi fumetto nuovo o non in linea con i loro gusti reazionari (nel caso specifico, Orfani e Dragonero) io abbia scritto uno stato sul mio profilo PRIVATO di Facebook.

"Mai leggere i forum dedicati a Zagor".

Ora, è chiaro che era un appunto mentale PER ME, e che non stavo invitando nessuno a fare lo stesso. Era uno sfogo personale su uno spazio personale.
Ma visto che qualche contatto di Facebook sembrava perplesso e mi chiedeva lumi, ho specificato subito dopo:

"I forum di Zagor sono frequentati da molta gente simpatica, ma pure dai peggiori talebani tradizionalisti, sgarbati e male informati, del web."

Notare che ho specificato che i suddetti forum sono frequentai da MOLTA gente simpatica ma che sono frequentati pure talebani tradizionalisti, sgarbati e male informati.
In sostanza, non ho fatto di tutta l'erba un fascio, non ho insultato le due comunità, non ho insultato i lettori di Zagor in genere. Mi sono solo lamentato di taluni cafoni.

A seguito di questi messaggi, il signor Reina, che deve avere qualche problema di comprensione di testo, ha fatto un intervento pieno di insulti al sottoscritto, che poi ha subito cancellato.
Gli ho scritto in privato e, in una discussione civile, abbiamo appurato che mi aveva scambiato per un altro e che aveva frainteso il senso del mio intervento.
Questione chiusa?
Ovviamente, no.

Non si sa bene per quale motivo, infatti, ma il signor Reina ha continuato a postare commenti provocatori, sulla mia pagina Facebook.
L'ho bloccato dai miei contatti e, per me, la storia si è chiusa qui.
Ma non per lui che, questa mattina, ha postato quanto riportato qui sopra sul forum zagoriano che gestisce e sulla sua pagina FB, mistificando i fatti e trasformando uno sfogo personale che riguardava solo un ristretto numero di cafoni, in una questione generale.

Adesso, lo ripeto a scanso di equivoci:
non ho problemi con Zagor e i suoi lettori. Amo il personaggio, ho tanti amici zagoriani duri e puri e mi diverto a seguire le discussione legate al personaggio che nascono sui forum a lui dedicati.
Ho, invece, problemi con i cafoni, questo sì.
E, a dirla tutta, ho un problema anche con i matti.

Chiaramente, non ritengo di avere nulla di cui scusarmi e trovo il comportamento del signor Reina (non nuovo a situazioni del genere) infantile, oltremodo fazioso e dannoso per la sua stessa comunità.
Per non parlare del fatto che dare dei mafiosi a qualcuno è calunnia e diffamazione (lo ha fatto sui commenti nelle discussione dedicata a Dylan Dog sul suo forum).

Fine della storia.

Ovviamente, se volete avere conferma di quanto scritto, è tutto nero su bianco sul mio profilo Facebook.
Basta leggere.


Comunque sia, si rinnova una grande verità legata a Internet e al mondo del fumetto: se esistono due comunità dedicate allo stesso personaggio a fumetti, significa che una delle due deve essere gestita da una qualche personalità, diciamo... problematica.
E che nove su dieci, o tale personalità se ne è andata dalla comunità originale e ne ha fondata una sua, o ha fatto scappare un largo gruppo di utenti da essa, che sono andati a fondare un spazio loro.
Non so nulla della storia dei due forum di Zagor ma ci metterei la mano sul fuoco che le cose sono andate in una di queste due maniere.

Saluti
e Viva Zagor, sempre.

RRobe

3.8.13

Raccolta disegnetti recenti.

Omaggio a Long Wei

 Una ragazza bionda

 Grinta

 Devilman

 Rodolfo Valentino


 Una donna in catene

 Cartolina per una campagna nazionale contro il femminicidio


 Due ritratti della mia amica scrittrice Rossella Rasulo

Una ragazza rossa

Mary disegnata sulla tovaglietta di un ristorante e colorata con il cellulare

Sempre lei

Una ragazza viola

Una ragazza celeste

Satana



Roba digitale.
O sono fatti con il Lenovo, o sono fatti con il Galaxy Note 2.

1.8.13

LOVE SATAN!


Studio per il protagonista di una storia che mi gira nella testa da un po'.