30.10.13

Lucca Comics & Games 2013


Lucca Comics & Games, il natale dei fumettari.
Un sacco di cose da dirvi, un sacco di appuntamenti da segnalare.

Giovedì
dalle ore 11 alle 12 e 30 e dalle 18 alle 19 e 30
Padiglione GAMES, stand Sergio Bonelli Editore: ORFANI
Firme e disegni

dalle ore 17 alle 18
Stand Bao
Firme e disegni


Venerdì
dalle ore 14 alle 15
Stand Bao
firme e disegni

dalle ore 15 alle ore 16
Sala dell'Oro - Camera di Commercio
Villain Comics presenta: Giorni di un Futuro Passato
Roberto Recchioni e Diego Cajelli incontrano i fondatori Villain Comics, per discutere dell'evoluzione del fumetto indipendente, nel mercato odierno. Dalla Factory alla Villain, l'autoproduzione è una scelta ciclica?
Relatori: Roberto Recchioni, Diego Cajelli, Michele Monteleone, Roberto Cirincione, Bruno Letizia, Stefano Marsiglia,Giulio Gualtieri.

dalle ore 16 alle 17
Sala incontri Agorà via Servi n.1
Nell'ambito del programma Edufactory di Atlantyca, piccolo stage tenuto da sottoscritto dal tema: la scrittura non è uguale per tutti.
Per maggior informazioni, andate QUI.

dalle ore 17 alle 19
Padiglione GAMES, stand Sergio Bonelli Editore: ORFANI
Firme e disegni.


Sabato
dalle ore 10 alle ore 11
Stand Bao
Firme e disegni

dalle ore 11 alle ore 12
Padiglione GAMES, stand Sergio Bonelli Editore: ORFANI
Firme e disegni.

dalle ore 12 alle ore 13Sala Fanucchi - Camera di Commercio

Sergio Bonelli Editore presenta: I tempi cambiano, Dylan Dog! | Presentazione Editoriale
Ne parlano Roberto Recchioni, Paola Barbato, Mauro Marcheselli, Carlo Ambrosini, Gigi Simeoni e Franco Busatta

dalle ore 14 alle ore 15
Palazzo Ducale

Sergio Bonelli Editore presenta: Orfani, la nuova serie di Sergio Bonelli Editore | Presentazione Editoriale
Partecipano gli autori Roberto Recchioni, Emiliano Mammucari, Gigi Cavenago, Alessandro Bignamini e Franco Busatta.
Nell'occasione verrà presentato in anteprima assoluta il live action trailer di Orfani.


dalle ore 15 alle ore 16
Sala dell'Oro, camera di commercio
ore 15.00 - Sergio Bonelli Editore: 65 anni di officina culturale
Partecipanti: Giulio Giorello, Giancarlo Berardi, Carlo Ambrosini, Renato Pallavicini, Roberto Recchioni, Paolo Bacilieri, Tito Faraci, Graziano Frediani.
Moderatore: Pier Luigi Gaspa, con la collaborazione di Riccardo Moni


Alle ore 17 e 30
Area GAMES
Appuntamento per battaglia Nerf allo stand Hasbro.


Domenica
dalle ore 10 e 30 alle ore 12:30
Padiglione GAMES, stand Sergio Bonelli Editore: ORFANI
Firme e disegni.

dalle ore 14
Stand Bao
Firme e disegni


Un sacco di roba, insomma.
Quello che mi preme sottolineare è la novità della presenza della Sergio Bonelli Editore nell'area Games della manifestazione (oltre che nei suoi consueti spazi in area Comics) e che, a noi Orfanelli, ci troverete principalmente proprio in quello stand, come potete vedere dall'immagine che vi posto qui sotto.



Vabbè, tutto il resto ce lo diciamo a Lucca.



28.10.13

Cani Sciolti Vs. La Vita di Adele.




Arrivano nelle sale due film tematicamente molto simili: La Vita di Adele e Cani Sciolti, due pellicole entrambe tratte da un fumetto e che parlano di amori omosessuali con scene di sesso piuttosto esplicite.
La differenza tra le due pellicole è però tutta nell'approccio.
Fantasioso, esagerato e irrealistico quello de La Vita di Adele, realistico e concreto quello di Cani Sciolti.

Vi faccio un breve riassunto delle trame per farvi capire meglio le differenze:

LA VITA DI ADELE
Adele è una quindicenne con tette gigantesche, culo perfetto, labbra voluttuose, che attraversa la scoperta della sua sessualità. Le giornate della ragazza si dividono tra la scuola, dove Adele e i suoi compagni leggono con attenzione e analizzano complesse opere letterarie (e qui, sin da subito, il regista mette in chiaro che tutto il film non è nient'altro che una favola), la famiglia (dove genitori gentili sopportano una figlia che non riesce nemmeno a masticare con la bocca chiusa), le amiche e i ragazzi (dove anche il più scemo ha comunque letto Le Relazioni Pericolose ed è in grado di parlarne). Non si vede un cellulare, un computer o Facebook, proprio per rimarcare ancora di più il distacco tra il mondo fantastico di Adele e quello reale.
Ad un certo punto Adele incontra Emma, una ragazza lesbica. Ovviamente Emma non è una lesbica qualsiasi. Prima di tutto è bellissima pure lei, di una bellezza quasi aliena, poi - pure lei - è un pozzo di cultura (sciorina Sartre come fosse un amico suo) è molto sensibile, gentile, comprensiva e piena di talento.
A sottolineare ancora la natura favolistica di tutta la faccenda, Emma ha i capelli azzurri proprio come la Fata Turchina e, proprio come la creatura di Collodi, ha un ruolo determinante nell'educazione di Adele.
Le due, dopo un primo momento di titubanza, si mettono insieme.
Sono grandi baci, sesso ruvido ma patinato, e ancora ambienti e situazioni fantasiose: Emma diventa rapidamente un'artista di grido, Adele insegna ai bambini ed è felice della sua condizione di insegnate (va bene il contesto fantasy, qui però si esagera), ci sono salotti buoni dove tutti, ma proprio tutti, sono gentili e acculturati, famiglie aperte e comprensive, famiglie meno aperte ma comunque che non rompono i coglioni e poi le inevitabili tensioni di coppia, i tradimenti, le liti, la rottura e le frasi urlate come nei film. Poi ci sta lo stare male, il rivedersi, il non trovarsi e tutte cose tipiche di una coppia (etero o gay poco importa) più o meno in crisi, ma tutte rappresentate in maniera così straordinariamente civile e garbata e a modo che giusto a Topolinia o nella Contea.

CANI SCIOLTI
Denzel è un uomo maturo, maniaco del controllo.
Mark è un giovane irruento, impulsivo e pieno di passione.
Denzel è un gay che non riesce ancora ad accettare la sua natura.
Mark è un gay perfettamente a suo agio con la sua sessualità.
Denzel ha una relazione con una donna. Lui non la ama, lei non ama lui. I due si usano a vicenda come uno schermo dietro cui nascondersi. In questo rapporto vediamo la volontà del regista di dare una rappresentazione molto dura e realistica delle ipocrisie dietro cui spesso ci si nasconde per farsi accettare dalla società..
Mark, invece, fa parte di una fratellanza di uomini duri come il marmo, tutti fissati con la palestra, le uniformi, e i grossi calibri. Qui ci viene mostrata l'altra faccia della medaglia: Mark è un gay dichiarato e perfettamente integrato all'interno di una comunità omosessuale ma, anche in questo contesto, si annidano ipocrisie e fortissime convenzioni sociali.
Ad un certo momento, il rapporto tra Denzel e Mark arriva a un punto di svolta e Mark penetra Denzel a tradimento.
Denzel è molto scosso e promette a Mark di farlo a sua volta, appena si presenterà l'occasione adatta.
Dopo una serie di incomprensioni, penetrazioni di gruppo e forti tensioni, i due diventeranno una coppia e insieme, affronteranno i pregiudizi delle rispettive famiglie.
Alla fine Denzel si libera della donna e Mark della sua fratellanza, Denzel penetra Mark e i due diventano una coppia fissa, capace di andare in giro per il mondo a testa alta, finalmente liberi.

A conti fatti, tra i due film, ho preferito il secondo.
La Vita di Adele è girato meglio, ma Cani Sciolti è più onesto.









25.10.13

"E se li vestissimo come i portieri delle squadre di Hockey?"

Sì, ad un certo punto, qualche pazzo ha detto anche una roba del genere.
Ero io, lo ammetto.
Qui di seguito una lunga carrellata di studi e materiali scartati per Orfani.
Il perché si è poi scelto l'aspetto che potete trovare sulle pagine del fumetto, deriva da un insieme di cose che, però, possiamo riassumere in due punti nodali:

- la necessità di forme semplici che rimassero coerenti attraverso le mani di molti disegnatori diversi.

- la volontà di avere un design quanto più minimale possibile, che non rubasse la scena a quelli che poi saranno i veri protagonisti.












































Tutti questi studi sono, ovviamente, di Emiliano Mammucari.

23.10.13

Capitan Phillips: attacco in mare aperto - la recensione -

attenzione: questo pezzo contiene dei NEGRI. 
Se pensate che la cosa possa offendervi, non andate oltre.


Buffo.
La storia che racconta Capitan Phillips: attacco in mare aperto, è anche brevemente accennata nell'ultimo, particolarissimo romanzo di Elmore Leonard, Gibuti.
In brevissimo, il film racconta le vicende realmente accadute al comandate di una nave da carico, rapito dai pirati somali NEGRI.
La versione che da Leonard dell'accaduto nel suo romanzo è piuttosto impietosa e assolutamente priva di fascino (cosa che mi fa pensare che sia anche molto prossima alla realtà) mentre Paul "camera a mano" Greengrass, con questo film , pur mantenendo uno stile molto asciutto, si concede tutta una serie di drammatizzazioni che comunque non mi sono particolarmente dispiaciute.
Anzi, a dirla tutta, il film l'ho apprezzato in toto.
Lo stile di Paolo Erbaverde si vede ma è molto più contenuto che nel secondo e terzo capitolo della serie di Bourne, e anche più che in Green Zone. Volendo, l'approccio ricorda le sequenze più felici di United 93.
Bella le sequenze quotidiane d'apertura, con la partenza di Tom Hanks da casa sua. Altrettanto belle le sequenze "quotidiane" (qui le virgolette sono d'obbligo) dei pirati somali prima di lanciarsi all'arrembaggio.
Ben definiti e resi tridimensionali i personaggi, sobrio ed efficace il montaggio, discreta (nel senso di "non invasiva") ma efficace la colonna sonora. Buona la prova d'attore di Tom Hank (ma raramente l'attore si esprime male), straordinaria quella di Barkhad Abdi (il capo della banda di pirati NEGRI).

Sul serio, guardatelo: una faccia che è un disegno di Gipi in carne e ossa e un attore in grado di infondere un'umanità incredibile a un personaggio difficilissimo. Solo per lui varrebbe la pena di vedere questo film.


A margine, un paio di notarelle buffe.
Cominciamo dall'imbarazzo in cui si sono evidentemente trovati i distributori europei  nel lanciare un film che in USA ha una certa presa perché racconta un fatto di cronaca che ha lasciato gli americani con il fiato sospeso per qualche giorno ma che, da noi, dove l'unica idea di pirati che abbiamo sono quelli di Gardaland, è privo di appeal.

FASE UNO: il titolo.

TITOLO ORIGINALE USA: Captain Phillips
Sobrio.

TITOLO ITALIANO: Capitan Phillips: attacco in mare aperto
Che io lo leggo e, visto che sono vecchio e che il regista, in fondo, è famoso per i suoi action spionistici, penso: "Stai a vedere che Tom Hanks ha deciso di fare il remake di un classico!"






FASE DUE: la locandina

Quella USA è questa:



Foto molto chiara, si vedono bene che i due uomini che stanno scalando la paratia della nave sono due somali, immagine livida e sporca, quasi da documentario.

La locandina europea è questa, invece:


L'immagine diventa pulitina e slavata sulle figure e colorata in maniera sgargiante sullo sfondo. Che i due omini siano NEGRI si nota appena. Anzi, sembra proprio che siano schiariti apposta per non farlo notare.
A dominare la scena, comunque, c'è il bel faccione drammatico di Tom Hanks messo al posto della paratia della nave, cosa che rende l'immagine abbastanza incomprensibile ma di chiaro stampo drammatico-thriller...

Preparo due uova?

Altra cosa che mi ha fatto quasi "ridere", è la scheda del film sulla versione nostrana di Wikipedia.
Guardate la colonna a destra con il cast.
Adesso guardate il cast nella versione di Wikipedia inglese.
Oh, non ti puoi distrarre un attimo che 'sti cazzo di NEGRI si allargano. Se continueranno in questa maniera vedrete che, presto o tardi, pretenderanno pure di sedersi nei nostri posti sull'autobus.
Scherzi a parte, inspiegabile l'assenza del cast somalo del film nella scheda italiana, specie tenendo conto che a schermo ci sono solo loro per gran parte della pellicola e che il co-protagonista è appunto un somalo NEGRO.

EDIT: dopo la pubblicazione della recensione il cast sulla scheda italiana di Wikipedia è stato sistemato.

Comunque sia, il film esce nelle sale il 31 ottobre e mi sento di consigliarvelo senza particolari controindicazioni, a parte di non scambiarlo per un action movie in cui Tom Hanks fa il cuoco e si tromba Erika Eleniak.

Oddio... Erika Eleniak...