25.11.13

Dylan Dog 327 - i sonnambuli -


QUI trovate un'anteprima e una lunga intervista a me e al prode Busatta dove si parla del futuro di Dylan.
QUI trovate le prime cinque tavole del numero in edicola tra pochissimi giorni.
E vi ricordo che oggi, su RDM, alle 16 e 15, andrà in onda Canala 666, il consueto appuntamento mensile con Chiara Felici e il sottoscritto per parlare di Dylan Dog. In collegamento, Andrea Cavaletto, sceneggiatore dell'albo in questione.
QUI lo streaming e QUI i podcast con le puntate precedenti.
E visto che ci siamo, vi ricordo che la pagina FB di Dylan Dog curata dal sottoscritto è questa.


22.11.13

ORFANI 1992

Era il gennaio del 1992.
Io ed Emiliano stavamo al disco-pub Jolly Blue.
Io indossavo un bomber petrolio con la fodera arancione, Levi's 501, camicia scozzese annodata in vita, scarpe Caterpillar. Emiliano era vestito come oggi.
Entrambi avevamo occhiali da sole scuri. Io Ray-Ban. Lui Police.
Nel locale suonavano le note di Use Your Illusion 1.
Parlavamo di fumetti, come sempre, e ci venne quest'idea di una cosa nuova e diversa, da proporre alla Sergio Bonelli Editore.
Il dialogo andò, più o meno, in questa maniera.

- Ci vuole qualcosa di dinamico!
- Con tempi di lettura veloci!
- Che faccia gasare chi lo legge!
- Frasi a effetto!
- Personaggi tosti!
- Sottotrame misteriose e infinite!
- Linee cinetiche!
- E magari dei colori al computer... dicono che sia il futuro!
- Ho già l'idea della copertina...

E nacque questa immagine qui:


E questa qui:


Poi uscimmo dal locale, io salii sul mio Booster ed Emiliano sul suo SH 50, e ce ne dimenticammo.
Nessuno dei due indossò il casco.
Il resto è storia.




Ah, prima che qualcuno mi prenda sul serio (è il web, c'è sempre qualcuno che ti prende sul serio), la soluzione del gioco la trovate QUI.



21.11.13

Orfani 2 - contenuti speciali

Non sono morto e non ho chiuso il blog.
Sono solo molto stanco e impicciato.
Detto questo, in edicola è arrivato il secondo episodio di Orfani e quindi, vi beccate i contenuti speciali.


- Il titolo ha tratto ispirazione da uno dei miei album preferiti di Fabrizio De Andrè (Non al denaro, non all'amore né al cielo). Che c'entra De Andrè e la sua poetica con una storia di fantascienza bellica? Parecchio, ma sono cose che arriveranno poi.

- La copertina pensata insieme a Massimo Carnevale ci ha dato qualche rogna. Il problema delle prime copertine di Orfani è che alcuni protagonisti non possono essere svelati e quindi si perdono delle potenzialità. Per esempio, inizialmente Massimo aveva disegnato l'Angelo senza casco, con una meravigliosa chioma al vento, ma questo avrebbe rovinato la rivelazione all'interno dell'albo.

- Il passato
Questa è l'unica storia in cui c'è un forte squilibrio tra la parte passata e quella presente. Molto più breve del solito la prima, più estesa la seconda. Nei numeri successivi avranno quasi sempre lo stesso identico spazio.
La cosa deriva, semplicemente, dal fatto che non avevo bisogno di più tavole di quante ne ho usate per raccontare il rapporto tra Juno e Nakamura e mi sembrava stupido allungare il brodo tanto per.
Non ci sono cose particolari da raccontare a riguardo.
Di questa parte della storia sono piuttosto soddisfatto del dialogo tra la Juric e Nakamura (quello in cui parlano delle guerre del passato) e di come Alessandro Bignamini ha saputo dare intensità a certi sguardi.

- Il presente
Sapevo che molti punti oscuri del primo albo avrebbero lasciato certi lettori interdetti. Sapevo pure che le obiezioni in scena poste dagli stessi personaggi in questo albo, li avrebbero rassicurati. In sostanza: ci sono delle cose che non vi tornano? Bene, perché non tornano nemmeno ai protagonisti. Tutto verrà spiegato e motivato, albo dopo albo.
Unica citazione-gioco-rimando che mi viene in mente (ce ne possono essere altre che non mi ricordo o che non sono pienamente coscienti) è quella a Watchmen, con il sorgere della città.
Ovviamente, la scena del combattimento-addestramento con Nakamura rimanda a mille altre scene simili viste in mille altre opere di fantascienza bellica.
Infine: anche in quest'albo c'è una lunga sequenza muta. Che mi piace davvero un sacco.

Bloopers
Due:
- la Sagrada Famiglia che viene indicata come una cattedrale e non lo è.

- in un campo lunghissimo nello spazio ci siamo scordati di cancellare il nome di una delle astronavi in orbita.
Inizialmente ogni nave aveva un suo nome e quando le vedevamo da vicino, il nome era scritto sulle paratie. Abbiamo deciso di eliminarli (come abbiamo eliminato qualsiasi altro nome e o dettaglio tecnico) solo in un secondo tempo, cancellandoli da tutte le pagine in cui apparivano. Qui ci è sfuggito (ma devi proprio guardare le vignette nel dettaglio per accorgetene).

Mi sembra che sia grossomodo tutto.
Al mese prossimo.







8.11.13

Orfani - il Live Action Trailer -



Quando qualcuno per ironizzare su Orfani ha parlato di Capitan Power, non poteva nemmeno immaginare quanto ci stesse facendo piacere.
Regia di Giovanni Bufalini, post-produzione ed effetti speciali di LRNZ.


5.11.13

Gipi - Unastoria - recensione


C'è un vantaggio nell'avere come amici degli artisti incredibilmente dotati: puoi vedere in anticipo da che parte arriverà il colpo. Come diceva Cassius Clay, “è sempre il pugno che non vedi quello che ti stende al tappeto”, e io credo che se avessi letto Unastoria, il nuovo libro di Gianni Pacinotti, (in arte Gipi) in uscita questo fine mese per i tipi della Coconino, come un semplice e ignaro lettore, senza quindi averne seguito da vicino la genesi, ne sarei stato travolto.
“Vola come una farfalla, pungi come un'ape”, diceva ancora Clay. E questo è quanto ha fatto Gianni. Solo che la sua è una farfalla di cemento armato che si poggia sulle spalle di chi la guarda e lo schiaccia, costringendolo a a terra, stritolato sotto il peso di un'umanità dolente e invincibile. C'è tanta bellezza in questo nuovo libro di Gipi. Ed è questa la sua cosa più crudele e dolorosa. Perché non è difficile accettare le tenebre, la disperazione e la follia quando dentro e intorno a te non c'è altro. Ma se fuori dalla tua prigione (o casa di cura, come in questo caso) il mondo è talmente bello e fuori portata, la sofferenza diventa insostenibile. Terence Malick ha sprecato parecchie ore di buona pellicola per dirci che la natura è indifferente alle sofferenze dell'uomo. Non riuscendo ad aggiungere altro. Gianni ce lo dice in centoventi pagine, aggiungendo molto di più. Una Storia è un stralcio di vita, senza un reale principio, senza una reale conclusione, che ci racconta se non il senso dell'esistenza, almeno la sua mancanza di un senso. E ci lascia costernati davanti a tanto meraviglioso orrore. In termini quanto più semplici possibili, il nuovo libro di Gipi è la sua opera che mi è piaciuta di più, che più mi ha colpito ed emozionato, quella che più mi ha atterrito e commosso. Un libro che, da solo, mi ha fatto sentire umano e, come tale, orribile e bellissimo al tempo stesso.
Non faccio fatica, insomma, a definirlo il libro a fumetti più bello dell'anno e a dirvi che se non lo leggerete, non solo farete torto a un autore arrivato alla sua piena maturità e consapevolezza ma, principalmente, farete un torto a voi stessi.